Impianti energetici. Le forze di opposizione: “Tempo sprecato e assenza di commissione”
di Anna Zonari, Marzia Marchi, Fabio Anselmo e Anna Chiappini*
Il 17 novembre 2025 abbiamo presentato, in qualità di forze di minoranza, una mozione riguardante gli impianti energetici e la salvaguardia del territorio. La provincia di Ferrara ospita una percentuale eccessiva di impianti a livello regionale; il 42% del totale degli impianti autorizzati e circa il 69% della produzione di biometano.
La mozione richiedeva misure concrete: pianificazione territoriale, un monitoraggio pubblico e costante degli impianti esistenti e di quelli in fase di autorizzazione; maggiore trasparenza riguardo agli atti e alle procedure; un autentico coinvolgimento dei cittadini, dei comitati e delle comunità locali; un ruolo attivo del Comune nel tavolo di coordinamento provinciale, per prevenire squilibri o decisioni imposte dall’alto.
Il 1° dicembre, durante il Consiglio comunale, abbiamo accettato di sospendere quella mozione su proposta della maggioranza, con un impegno specifico: convocare rapidamente una commissione per approfondire la questione e tentare di elaborare una sintesi condivisa. Tuttavia, quella commissione non è mai stata convocata.
Nonostante le ripetute richieste nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, fino ad oggi non si è avuto alcun momento di confronto istituzionale. Un impegno assunto in Consiglio comunale è rimasto inattuato.
Nel frattempo, il Tavolo provinciale si è riunito soltanto due volte, senza produrre risultati concreti né una posizione politica incisiva su un tema che incide direttamente sul futuro del nostro territorio. Il contesto regionale, invece, ha continuato a svilupparsi rapidamente. In queste settimane si sta definendo, anche attraverso audizioni in Regione, la nuova legge sulle “aree idonee”, ovvero le zone del territorio in cui sarà più semplice installare impianti da fonti rinnovabili.
Questa legge stabilirà dove potranno essere concentrati gli impianti, con quali limiti e con quale impatto sull’uso del suolo agricolo. La sua approvazione è prevista entro la fine di aprile. Cittadini e comitati partecipano alle audizioni in Regione ponendo domande precise e legittime: quanto suolo agricolo può essere utilizzato? Con quali limiti a livello comunale? Con quale equilibrio tra territori? Con quale livello di trasparenza e partecipazione? Come si possono incentivare gli impianti che producono per l’autoconsumo dei cittadini e delle imprese? Come si può limitare l’uso del biometano, che non può essere considerato una fonte di energia completamente rinnovabile? Domande condivisibili, che ad oggi non trovano risposta dalla politica.
È necessaria una direzione chiara che impedisca che alcuni territori, come quello ferrarese, continuino a subire una pressione eccessiva. È fondamentale stabilire dei limiti all’uso del suolo agricolo, tenendo conto anche di quanto è già stato consumato, e orientare le nuove installazioni verso aree già compromesse, come zone industriali dismesse, coperture o superfici già impermeabilizzate.
Allo stesso tempo, è indispensabile creare un equilibrio tra i territori, poiché la transizione energetica deve avvenire e siamo già in notevole ritardo, ma non può tradursi in una concentrazione degli impianti sempre negli stessi luoghi. È necessario garantire regole chiare, trasparenti e comprensibili, che consentano ai cittadini di essere informati su quanto accade e di partecipare prima che le decisioni siano già state prese.
Siamo decisamente favorevoli alla transizione energetica, che deve comportare il passaggio dalle energie fossili a quelle rinnovabili, e anzi è necessario accelerarla ulteriormente. Tuttavia, essa deve essere realizzata in modo corretto e, in questo senso, si tratta di stabilire come, dove e con quali regole realizzare gli impianti di energie rinnovabili.
È esattamente questo il livello di discussione che ci aspettavamo in questi mesi e che è mancato. Dobbiamo riconoscere che evidentemente Comune e Provincia, invece di svolgere un ruolo chiaro, attivo e propositivo, hanno scelto di attendere che le decisioni vengano prese altrove, senza costruire una posizione chiara e condivisa.
Noi continuiamo a sostenere che è ora di farsi sentire, svolgendo un ruolo attivo nella definizione della legge regionale, tutelando il territorio e riequilibrando una pressione già oggi insostenibile.
*Consiglieri comunali di La Comune di Ferrara, Movimento 5 Stelle, Lista Civica Anselmo e Partito democratico
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