Mab-Unesco. Supporto al Delta del Po per il congresso globale dei giovani sulla biosfera

Mab-Unesco. Supporto al Delta del Po per il congresso globale dei giovani sulla biosfera 1

Rafforzare il sistema regionale dei Mab-Unesco per migliorare la conservazione della biodiversità e la salvaguardia degli ecosistemi. Supportare il Mab del Delta del Po, che quest’anno sarà sede del meeting mondiale giovanile sulla biosfera.

L’impegno della Regione Emilia-Romagna nel finanziare iniziative dedicate alla promozione dello sviluppo sostenibile, coinvolgendo le comunità locali nella gestione delle risorse naturali, è emerso durante la commissione Territorio, ambiente e mobilità, guidata da Paolo Burani, che ha ascoltato i rappresentanti dei Mab-Unesco in Emilia-Romagna.

“Mab (Man and the Biosphere) – chiarisce il presidente Burani – è un’iniziativa dell’Unesco che mira a favorire un equilibrio tra uomo e ambiente attraverso la protezione della biodiversità e lo sviluppo sostenibile. Le riserve della biosfera fungono da laboratori per promuovere attività di ricerca ambientale, incentivando il coinvolgimento delle comunità locali.”

In Emilia-Romagna sono tre le riserve della biosfera Mab-Unesco, istituite tra il 2015 e il 2021: l’Appennino tosco-emiliano, il delta del Po e il Po grande. I rappresentanti di queste aree, intervenuti in commissione, hanno concordato sull’importanza delle loro iniziative per la salvaguardia di una biosfera sempre più minacciata. L’impegno dei Mab dell’Emilia-Romagna ha ricevuto riconoscimenti a livello internazionale, poiché quest’anno il Mab del Delta del Po ospiterà il meeting mondiale dei giovani sulla biosfera, focalizzato sul valore dell’acqua.

Le attività dei Mab hanno ricevuto il supporto dei consiglieri del centrosinistra, che hanno evidenziato l’importante lavoro svolto, mentre il centrodestra ha sollevato critiche e richiesto progetti più attenti alle necessità dei territori.

Per il Mab del Delta del Po è intervenuta Aida Morelli: “Stiamo parlando – ha affermato – di una rete, il nostro obiettivo è avvicinare l’uomo alla biosfera; ogni riserva sviluppa programmi specifici, ci sono progetti che coinvolgono le scuole, altre iniziative si rivolgono all’imprenditoria femminile, e c’è anche attenzione per la gastronomia legata ai prodotti locali. Quest’anno il nostro MAB ospiterà il meeting mondiale dei giovani sulla biosfera, con il tema centrale dell’acqua.”

Per il Mab del Po grande ha parlato Fernanda Moroni: “Ci sono molte sfide da affrontare in ambito ambientale; con il nostro programma attiviamo strategie specifiche, cercando di creare una visione su cui lavorare, un’opportunità di dialogo anche con i sindaci, poiché i comuni a vocazione agricola sono i più vulnerabili ai cambiamenti climatici. Esiste un programma d’azione stabilito dall’agenda Unesco, cinque riserve lungo il fiume Po condividono un impegno comune, dalle Alpi al mare, e stiamo cercando di coinvolgere sempre di più i giovani, per cercare idee innovative su cui lavorare in futuro.”

Infine, Fausto Giovanelli, per il Mab dell’Appennino tosco-emiliano, ha dichiarato: “È evidente anche in Italia la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico, due problematiche complesse; con i MAB cerchiamo di affrontare queste sfide coinvolgendo le comunità locali. La nostra rete sta crescendo a livello globale, l’obiettivo è mettere in relazione gli uomini con la biosfera; in Emilia-Romagna abbiamo avviato progetti specifici, finanziati tramite bandi pubblici e con il coinvolgimento del settore privato.”

La riserva Mab dell’Appennino tosco-emiliano, situata sul crinale tra Emilia-Romagna, Toscana e Liguria, si estende per oltre 220mila ettari, rappresentando un confine climatico tra Europa continentale e mediterranea, caratterizzata da una straordinaria biodiversità (oltre il 70% di quella italiana) e da una forte impronta rurale con prodotti tipici come il parmigiano reggiano e il prosciutto di . La riserva Mab del delta del Po comprende aree costiere e umide tra Emilia-Romagna e Veneto, in particolare nella provincia di Ferrara, ed è un ecosistema unico, frutto dell’incontro tra acque dolci e salate, dove l’uomo ha storicamente modellato il paesaggio attraverso la bonifica e la pesca. La riserva Mab Po grande, infine, riguarda il tratto medio del fiume, coinvolgendo 85 comuni tra Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto; nella nostra regione interessa le province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, con l’obiettivo di valorizzare il Po come corridoio ecologico e risorsa economica per il turismo lento e l’agricoltura.

Nel dibattito successivo all’audizione, i consiglieri regionali hanno espresso diverse sul ruolo e sulle prospettive delle riserve Mab in Emilia-Romagna.

Dal centrosinistra è giunto un sostegno deciso all’esperienza delle biosfere Unesco. Barbara Lori (Pd), promotrice dell’incontro in commissione, ha ribadito che le riserve non sono semplici parchi naturali, ma “laboratori per la sostenibilità”, capaci di mettere in relazione pianura, montagna e mare attraverso progetti che mirano a rafforzare la capacità delle comunità di gestire in modo efficiente le risorse naturali. Sulla stessa lunghezza d’onda Niccolò Bosi, Francesca Lucchi, Anna Fornili, Eleonora Proni e Matteo Daffadà (Pd), che hanno sottolineato l’importanza di continuare e potenziare queste iniziative, evidenziando la connessione tra tutela ambientale, sviluppo economico, coesione territoriale e coinvolgimento delle amministrazioni locali. Per Daniele Valbonesi (Pd), il lavoro dei Mab è particolarmente significativo anche in relazione ai cambiamenti climatici, mentre Ludovica Carla Ferrari (Pd) ha richiamato l’importanza identitaria e turistica delle riserve, dall’Appennino tosco-emiliano al Delta del Po, anche in chiave di riequilibrio demografico.

Tuttavia, non sono mancate osservazioni critiche da parte del centrodestra. Priamo Bocchi e Fausto Gianella (Fratelli d’Italia) hanno richiesto un impegno concreto maggiore sui temi della biosfera e interventi più efficaci, citando in particolare le difficoltà del Delta del Po, tra erosione costiera e mancanza di una visione a lungo termine. Alberto Ferrero (FdI) ha sollecitato una valorizzazione più incisiva dell’area deltizia, anche attraverso strumenti di riconoscibilità come un marchio dedicato, evidenziando il potenziale turistico ancora in parte inespresso.

Infine, Lodovico Albasi (Pd) ha sottolineato la necessità di coinvolgere maggiormente il territorio piacentino, in particolare le aree montane, affinché la progettazione Mab risulti più equilibrata su scala regionale.

In sintesi, il confronto ha confermato un ampio riconoscimento del valore strategico delle riserve Mab-Unesco per la tutela della biodiversità e lo sviluppo sostenibile, accompagnato però da richieste di potenziamento progettuale e di maggiore attenzione alle specificità dei singoli territori.

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