Maccacaro. Coletti a Marchi: “Nessuno sfratto. Accordo di rilascio tra le parti”

di Tommaso Piacentini

Per quale motivo il centro diurno Maccacaro è stato sfrattato? Questa è la questione che la consigliera Marzia Marchi (M5S) ha posto all’assessora alle Politiche Socio-Sanitarie Cristina Coletti durante il consiglio comunale di ieri (lunedì 27 luglio), in merito alla recente comunicazione riguardante la chiusura della struttura di via Marco Polo, che rappresenta un punto di riferimento per le persone con disturbi psichici, e il suo trasferimento a Cocomaro di Focomorto.

Il centro diurno Maccacaro, come ha chiarito Marchi, è una struttura semiresidenziale pubblica dell’Ausl dedicata alla cura, alla riabilitazione psicosociale e al supporto per l’inserimento sociale di individui con disturbi psichici. La struttura, il cui immobile appartiene al Comune di Ferrara, è stata ospitata dagli anni ’90 in un ex edificio scolastico risalente ai primi del Novecento, ma, a seguito di una modifica di bilancio nel piano delle alienazioni, è stata avviata la procedura per la cessione della struttura che la accoglie.

Il centro, che offre un progetto terapeutico personalizzato ai pazienti in cura presso il dipartimento assistenziale integrato di salute mentale dell’Ausl di Ferrara, realizza trattamenti riabilitativi sia individuali che di gruppo, e promuove interventi di sensibilizzazione e prevenzione della salute mentale rivolti alla comunità, con l’obiettivo di superare lo stigma e favorire il reinserimento sociale delle persone.

“Si chiede, quindi, – ha affermato la consigliera Marchi – quali siano le urgenti necessità che rendono indispensabile lo sfratto del centro Maccacaro dalla sede attuale, senza che sia stata considerata una proposta di mediazione con l’Asl per garantire la continuità e l’efficacia del centro in una zona della città”.

Immediata la risposta dell’assessora Coletti, che ha dichiarato che “le cose non sono affatto come sono state descritte dalla consigliera”: “Si precisa che la restituzione dell’immobile denominato Maccacaro non è da considerarsi come una procedura di sfratto, né come un’azione coattiva di rilascio, ma si configura come un rilascio concordato tra le parti, definito in modo bonario con i rappresentanti di Ausl di Ferrara a seguito della naturale scadenza del contratto di locazione”.

Il contratto di locazione era scaduto nel 2010, come ha spiegato Coletti, ed è stato poi rinnovato ex lege fino al 2022, con l’utilizzo autorizzato sine titulo dal Comune all’Azienda sanitaria: “Il termine per la restituzione del bene, fissato per il 30 giugno 2026, è stato il risultato di una specifica e concordata volontà espressa da entrambe le parti. Infine, a seguito di una richiesta esplicita dell’Asl Ferrara, con nota del 12 giugno, di proroga del termine di rilascio dell’immobile al 30 settembre 2026 per motivi logistici, l’Amministrazione comunale ha autorizzato tale proroga in accordo con quanto richiesto al 30 settembre 2026”.

La consigliera Marchi si è dichiarata insoddisfatta della risposta dell’assessora: “Questa interrogazione è stata redatta con il personale del centro Maccacaro, che si troverà a dover lasciare questi locali. Purtroppo, i locali di S.Rocco non sono ancora pronti e ciò che sappiamo è che ci sarà un trasferimento in via della Ginestra, in una posizione scomoda e fuori sede. Spero ci sia la possibilità di riconsiderare e trovare una soluzione in una sede cittadina, accessibile a questo tipo di utenza”.