“Malaguti accusa l’immigrazione: ‘La sinistra di Berlinguer è finita’”

"Malaguti accusa l'immigrazione: 'La sinistra di Berlinguer è finita'" 1

di Mauro Malaguti*

Marco Rizzo ha ragione: la sinistra di Berlinguer è scomparsa, quella che sosteneva l’emancipazione femminile, un modello di società aperta e libera, i principi laici della non esistono più. È stata sostituita da un amalgama di radical chic e centri sociali, con un evidente disprezzo verso gli italiani, considerati incapaci di comprendere le dinamiche del ‘nuovo mondo’.

Quella sinistra che si oppose al fascismo perché desiderava imporre le proprie idee con la forza, oggi combatte i ‘nuovi fascisti’ perché non condividono le sue convinzioni.

L’immigrazione è un fenomeno antico; da secoli, masse di persone cercano migliori condizioni di vita e attraversano la storia dell’umanità.

Anche noi italiani abbiamo vissuto l’esperienza dell’emigrazione, ma aspiravamo a inserirci e integrarsi nelle nuove società in cui ci trasferivamo, spesso con un po’ di nostalgia per la nostra terra .

Ciò che la sinistra non riesce a riconoscere è che nella nuova immigrazione si sta verificando uno scontro di culture, un conflitto millenario che in altre parti del mondo continua a causare vittime innocenti, e che si traduce nel nostro paese tra coloro che considerano i principi della propria religione più rilevanti di qualsiasi altra legge. Nella maggior parte dei casi, questo rimane confinato tra le loro mura domestiche, ma nei casi di individui più radicalizzati si manifesta anche invadendo le libertà altrui.

Se chi arriva oggi nel nostro paese non accetta di considerare le nostre leggi e il nostro modello di società come prioritari, e persino preferibili rispetto ai propri usi e costumi, una vera integrazione non potrà mai avvenire. E questo è ciò che la sinistra non vuole riconoscere, sacrificando al nuovo interesse elettorale persino le proprie battaglie culturali e la propria storia, e soprattutto la serenità delle generazioni future.

*Deputato ferrarese di Fratelli d’Italia

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