di Claudia Zamorani*
È notevole la capacità di rimozione di una città come Ferrara, dove l’opinione pubblica appare frequentemente assopita. È altrettanto sorprendente, quasi una conseguenza inevitabile, la facilità con cui la propaganda riesca a radicarsi qui, infiltrandosi come un rivolo d’acqua in un suolo carsico.
Anche a Ferrara, come in altre località, ci troviamo di fronte a fenomeni climatici sempre più estremi: ondate di calore provenienti dall’Africa che si alternano a violenti acquazzoni e raffiche di vento capaci di abbattere alberi e tetti. Dopo le immagini apocalittiche, i ringraziamenti dovuti a lavoratori e vigili del fuoco, il giorno seguente si riprende a procedere come se nulla fosse successo.
Le proposte di riqualificazione presentate da esperti e architetti, seguendo l’esempio di quanto avviene in altre città, rimangono inascoltate (https://www.facebook.com/share/p/1F7AJAtBKJ/?mibextid=wwXIfr ).
Ci si limita a piantare qualche albero, un maquillage che non cela l’assenza di una visione. Invece di pianificare nuovi spazi verdi e strategie di mobilità sostenibile, alle tempeste di pioggia, grandine e vento si risponde con un “si vedrà al momento”, magari lamentandosi della catastrofe.
Nel frattempo, si arriva a considerare addirittura di utilizzare in modo massiccio l’oasi del Parco Urbano per eventi di grande portata, come se fosse un campo sportivo.
Almeno, Tavolo delle Decisioni, cercate di fare un po’ di benchmarking, non ci vuole molto a dare un’occhiata a cosa si sta realizzando in altre città, ai progetti, alla creatività, magari anche in ambito europeo.
Un luogo, il Parco Bassani, che dovrebbe essere tutelato e idealmente ampliato a tutta la città, come simbolo di una visione alternativa, capace di pensare al futuro e di raggiungerlo.
Dal sondaggio, non scientifico, che abbiamo avviato nelle settimane scorse sul Summer Festival 2027, la sede più votata risulta essere la Fiera, seguita da Aeroporto e Stadio. Tuttavia, c’è anche chi suggerisce un festival distribuito tra i quartieri o al di fuori delle Mura.
E a chi, come Ascom, spera in una soluzione a breve termine nel centro, ricordiamo che lo sviluppo dei quartieri e delle periferie non è meno proficuo per il turismo e il commercio. È solo meno immediato. Per questo esiste(rebbe) la politica.
Il rischio è che, alla prossima ondata di maltempo, ci si ritrovi nuovamente con locali allagati, tetti scoperchiati e alberi abbattuti.
È vero che la propaganda non si arresta. Tuttavia, l’opinione pubblica potrebbe risvegliarsi e riconoscere il gioco del breve termine, coincidente con i tempi dei mandati politici. Perché il tempo, a differenza della politica, presenta il conto. E riguarda il futuro dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze.
*Gruppo Finalmente Ferrara