Maltempo, Pitar Kamarashev (M5S): “Ferrara non deve subire allagamenti ad ogni pioggia”
Dopo il violento temporale che ha interessato la città, con oltre 59 millimetri di pioggia caduti in meno di un’ora e numerosi allagamenti in vari quartieri, Pitar Kamarashev, rappresentante del Movimento 5 Stelle Ferrara, interviene criticando le priorità dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alan Fabbri.
«Non intendo dire che Alan Fabbri debba eseguire la danza della pioggia, anche perché, fino a prova contraria, non è Zeus», dichiara Kamarashev. «Tuttavia, non è necessario possedere una laurea in ingegneria per comprendere che il clima è cambiato e che una città deve adattare le proprie infrastrutture a fenomeni meteorologici sempre più intensi e frequenti.»
Secondo l’esponente pentastellato, il problema non consiste nel dare la colpa al sindaco per il maltempo, ma nel verificare se Ferrara sia effettivamente pronta ad affrontare eventi di questo genere.
«A Ferrara, basta un’ora di pioggia e alcune strade sembrano Venezia, ma senza il fascino delle gondole. La domanda è chiara: dove spendiamo i nostri soldi?»
Per Kamarashev, la prevenzione dovrebbe diventare una priorità politica. «Se sappiamo che questi eventi saranno sempre più frequenti e intensi, è necessario investire in reti di drenaggio moderne, manutenzione continua, vasche di laminazione e opere in grado di ridurre il rischio di allagamenti. Continuare a inseguire l’emergenza non è più sufficiente.»
Nel suo intervento, richiama anche quanto accadde nel 2018, quando l’allora consigliere comunale Nicola “Naomo” Lodi criticò aspramente la precedente amministrazione dopo un altro forte nubifragio.
«All’epoca si parlava di un’amministrazione derisa e si scherzava sulla necessità della canoa. Oggi, dopo anni di governo, la domanda dovrebbe essere un’altra: quali interventi strutturali sono stati realizzati per evitare che Ferrara si trovi sott’acqua a ogni temporale?»
Kamarashev sottolinea di non voler trasformare la questione in una polemica fine a se stessa.
«Non si tratta di fare propaganda sulle emergenze, ma di comprendere se una città consapevole dei rischi legati ai cambiamenti climatici stia investendo a sufficienza per tutelare cittadini, attività economiche e patrimonio pubblico. La sicurezza idraulica dovrebbe essere una priorità condivisa, non un tema che varia a seconda di chi governa.»
L’intervento si conclude con una riflessione provocatoria: «Persino civiltà antiche come i Maya avevano sviluppato sistemi di drenaggio avanzati. Nel 2026 Ferrara dovrebbe interrogarsi non su chi sia responsabile della pioggia, ma su come prepararsi per il prossimo evento.»
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