Impianto di essiccazione oltrepassa i parametri normativi. Incertezze in commissione

Impianto di essiccazione oltrepassa i parametri normativi. Incertezze in commissione 1

di Tommaso Piacentini

È stata approvata la delibera per il passaggio in Consiglio riguardante l’autorizzazione alla costruzione di un impianto di essiccazione di 1400 m2, in deroga alle normative del Rue attuale e al Pug adottato. L’evento si è svolto ieri (mercoledì 15 luglio) in seguito alla convocazione della terza commissione, che si è riunita per discutere la proposta di delibera relativa all’autorizzazione dell’intervento menzionato, promosso dall’azienda agricola Oroverde società cooperativa agricola.

Come ha illustrato l’assessore all’Urbanistica e Edilizia Stefano Vita Finzi Zalman, il progetto prevede la creazione di un impianto per la disidratazione del foraggio, comprendente una tettoia di copertura, un serbatoio per il GPL, cabine elettriche di trasformazione e un’area servizi destinata a uffici e personale.

“La richiesta di deroga – ha affermato Zalman – concerne il superamento della capacità edificatoria stabilita dal Rue attuale e dal pug adottato. In relazione a una superficie fondiaria di 2,60 ettari, il progetto prevede una superficie utile di 1400 m2, mentre il parametro di ampliamento consentito è di 156 m2. La deroga è richiesta ai sensi dell’articolo 102 del Rue vigente e dell’articolo 32 della normativa del pug adottato, per motivi legati a esigenze specifiche di produzioni o trasformazioni aziendali particolari”.

L’intervento, che sorgerà in via Palmirano, ha ricevuto il parere positivo di tutte le associazioni partecipanti alla conferenza di servizi, come ha spiegato l’architetto Fabrizio Magnani.

“Il progetto prevede una deroga che consente un intervento 9,5 volte più grande rispetto a quanto consentito dalla normativa – ha dichiarato l’ Anna Zonari (La Comune) –. Non sono in grado di prendere una decisione, voterò contro poiché non sono riuscita a esaminare adeguatamente la documentazione”. La notevole quantità di allegati da esaminare in breve tempo è stata, infatti, una delle difficoltà più sottolineate dai consiglieri di opposizione.

“Le deroghe possono essere concesse in presenza di un interesse pubblico – ha aggiunto Zonari -. Desidero comprendere se sia stato effettuato un confronto tra i benefici pubblici attesi e l’impatto che la deroga comporta”.

“Siamo abituati in questo Consiglio a collegare le deroghe all’interesse pubblico – ha risposto l’architetto Magnani –, ma in questo caso non è richiesto poiché stiamo trattando con agricoltori. Gli agricoltori seguono procedure autonome, quindi non è necessario dimostrare l’interesse pubblico”.

Il consigliere Leonardo Fiorentini (Civica Anselmo) ha sollevato alcuni dubbi riguardo alla possibilità di riutilizzare un edificio già esistente sul terreno dell’intervento: “Sul lotto è presente un fabbricato apparentemente in stato di abbandono. Non è chiaro perché non sia stata sfruttata quella cubatura per preservare il territorio”.

Magnani ha prontamente risposto: “Non è stato utilizzato il fabbricato preesistente, poiché si tratta di un’area non idonea alla riconversione e, secondo le norme di Rue e Pug, in ambito agricolo, si possono recuperare solo i volumi con valore storico-testimoniale”.

Numerose le obiezioni anche riguardo alle emissioni, sia sonore che inquinanti: “Se non ho compreso male, l’impianto sarà alimentato a GPL, che brucia e genera emissioni – ha dichiarato il consigliere Massimo Buriani (Pd). Non è stata considerata, in fase di progettazione, la possibilità di alimentare questo impianto con un forno elettrico?”

Tutti i dubbi sono stati dissipati dal parere favorevole espresso in sede di conferenza da enti specializzati in materia come Arpae: “Sono stati forniti tutti i pareri espressi dagli enti durante la conferenza di servizi. Non stiamo progettando un impianto a biometano o con pannelli fotovoltaici, le compensazioni ambientali non sono ammissibili”.

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