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(ansa)
Le recenti vicende di Modena continuano a suscitare reazioni e dibattiti nel panorama politico. Da un lato, il centrodestra appare spaccato riguardo alla figura dell’aggressore, in seguito alla proposta della Lega di revocare la cittadinanza a chi commette reati gravi. Dall’altro lato, il Partito Democratico si mobilita, attraverso una lettera firmata da trenta amministratori, contro quella che definisce propaganda razzista.
La discussione nella maggioranza
In primo piano c’è la Lega, che tramite il segretario e vicepremier Matteo Salvini continua a insistere sulla revoca della cittadinanza per chi commette reati. Riguardo all’attentatore Salim El Koudri, che in passato aveva scritto “Bastardi cristiani di me**a, vi brucio Gesù Cristo. Datemi un lavoro”, commenta: “Italianissimo, laureato e perfettamente integrato, non vi pare? Chissà se qualcuno cercherà ancora di minimizzare l’attentato di Modena. Vediamo se i media e la stampa di sinistra censureranno anche queste parole d’amore. Avanti con la proposta di legge della Lega per revocare la cittadinanza e il permesso di soggiorno a chi commette gravi reati”.
Rispondendo a chi gli chiedeva della proposta della Lega riguardo al divieto di cittadinanza per i delinquenti, il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, chiarisce: “È un argomento delicato perché ci sono anche aspetti pratici: nel momento in cui si ottiene la cittadinanza, si perde quella del Paese d’origine” quindi “se si revoca la cittadinanza e non esiste un accordo internazionale, la persona rimane senza cittadinanza. Il servizio studi della Camera ha evidenziato queste complicazioni tecniche. Da questo punto di vista, la legge sta seguendo il suo iter”.
Per Forza Italia, Raffaele Nevi, intervenuto a Start su Sky Tg24, afferma: “Sull’immigrazione la nostra posizione rimane invariata: massima severità nei confronti di immigrati e clandestini. Al contrario, massima integrazione per tutte quelle persone che desiderano venire nel nostro Paese per lavorare, studiare e impegnarsi a costruire una vita qui nel rispetto delle regole”. È possibile discutere del ritiro del permesso di soggiorno o della cittadinanza acquisita in caso di reati? “Si può discutere delle norme sulla cittadinanza, ma revocare la cittadinanza è una questione che presenta problematiche di costituzionalità. La vedo più complessa”, aggiunge il forzista.
Le reazioni dell’opposizione
Per la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, “le dichiarazioni di Salvini sono estremamente gravi, soprattutto perché provengono da un vicepresidente del Consiglio, e generano uno scontro all’interno della maggioranza. Come ha affermato Piantedosi, ci troviamo di fronte a situazioni di grave disagio psicologico: su temi così sensibili non è necessaria propaganda, ma cura, prevenzione e maggiori risorse per la salute mentale, attualmente del tutto insufficienti”.
Inoltre, è stata diffusa una lettera aperta firmata da 30 amministratori locali del Pd, in cui si definiscono “donne e uomini, figlie e figli di migrazioni iniziate in questo Paese quarant’anni fa”, che annunciano una mobilitazione contro la propaganda “che alimenta paura, sospetto e odio contro intere comunità”.
“Di fronte a un evento così grave, le dichiarazioni pubbliche dovrebbero essere adeguate – scrivono -. E invece, pochi minuti dopo l’accaduto, prima ancora che emergessero elementi di contesto, una parte della politica e dell’informazione ha scelto un’altra strada: trasformare una tragedia in un’opportunità di propaganda”.
L’appello continua: “Questa non è sicurezza. Non è giustizia. Non è responsabilità. È la scelta di sfruttare un fatto gravissimo per alimentare paura, sospetto e odio contro intere comunità, contro una generazione, contro persone che vivono, studiano, lavorano, amministrano e partecipano alla vita democratica di questo Paese”. E annunciano: “Il 2 giugno saremo nelle piazze da italiani, per celebrare ItaliaNow, la democrazia, la libertà e gli ottant’anni dal suffragio universale. Lo faremo con la consapevolezza che questo è il nostro Paese: qui siamo cresciuti, qui viviamo, qui lavoriamo, qui crescono i nostri figli”.
Per il segretario di Sinistra italiana ed esponente di Avs, Nicola Fratoianni, “mentre a Modena la città si unisce per affrontare il suo dolore e per respingere l’odio, Salvini e la Lega si confermano degli sciacalli, solo per nascondere il completo fallimento delle loro politiche sulla sicurezza. È del tutto inaccettabile”.