Perché la trasparenza inquieta la destra ferrarese?

di Davide Nanni e Fabio Anselmo

La Guardia di Finanza ha acceso i riflettori sulla gestione piuttosto opaca dei fondi pubblici destinati alla gestione di alcuni eventi cittadini, fortemente sostenuti dall’Amministrazione comunale.

Noi denunciamo da tempo un meccanismo che, dietro a generosi contributi del Comune e laute sponsorizzazioni provenienti dalle sue società partecipate, tende ad avvantaggiare economicamente pochi privati, restringendo sempre di più i margini di spesa a favore della manutenzione di strade, scuole e verde pubblico.

Dopo anni di spese leggere, il nodo viene al pettine. Proprio in questi giorni Ferrara TUA Spa dovrebbe perfezionare la vendita di Amsef Srl a un grande investitore privato e versare alle casse comunali circa 2,2 milioni di euro. Altri 5,2 milioni di euro sarebbero attesi entro la fine di ottobre.

Senza quei soldi gli equilibri della cassa comunale sarebbero a serio rischio. Il condizionale però è d’obbligo perché l’intera operazione resta avvolta nel mistero: la società guidata da Luca Cimarelli non ha ancora ottemperato alle richieste di accesso agli atti fatte dai sottoscritti consiglieri e nemmeno all’ingiunzione ricevuta due mesi fa dal Difensore civico dell’Emilia-Romagna.

Perché la trasparenza fa così paura alla destra ferrarese? Non erano loro i primi a invocare rigore e legalità come principi guida dell’azione politica? Qualcosa ci sfugge. È invece molto chiaro come i soldi pubblici siano stati spesi male in questi anni: oltre un milione di euro tra contributi, sponsorizzazioni, affidamenti e rapporti contrattuali a realtà come l’Associazione Musicale Butterfly ed altre società private collegate all’indotto degli eventi che organizza.

E poi ci sono i 5,6 milioni di euro ricevuti nel primo semestre del 2026 dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara: circa un terzo vengono spesi per eventi e che poco o nulla hanno a che fare con l’ordinaria attività del teatro.

Ricordiamo che i contributi annuali erogati dal Comune di alla Fondazione Teatro alla Scala si fermano a quota 4 milioni. Ci auguriamo che le Fiamme Gialle facciano presto piena chiarezza sul “sistema” opaco nato attorno ad alcuni eventi cittadini e consolidatosi in questi anni grazie al sostegno di una precisa parte politica.

Noi continueremo a chiedere che i soldi di tutti vengano spesi per favorire l’ generale, in modo trasparente e lungimirante. Nei prossimi giorni chiederemo un incontro in Prefettura per sollecitare una maggior tutela dei diritti connessi all’attività politico-amministrativa dei consiglieri di minoranza che, non solo sul caso Amsef, sono stati spesso ignorati o scherniti da chi non si è ancora accorto che la sua barca inizia a far acqua da tutte le parti.

*Consiglieri comunali di Ferrara (Partito democratico e Civica Anselmo)

I commenti sono chiusi.