Protesta contro l’aumento dei costi per la scuola: a Ferrara a rischio 60 insegnanti

Protesta contro l'aumento dei costi per la scuola: a Ferrara a rischio 60 insegnanti 1

Nuove riduzioni nel settore della scuola pubblica e un numero sempre maggiore di insegnanti senza cattedra. È una denuncia chiara quella espressa dalla Flc Cgil, che torna a criticare le politiche educative del Governo e annuncia uno sciopero per il 7 maggio, coinvolgendo in particolare il personale degli istituti tecnici.

Secondo il sindacato, la situazione che si sta configurando per il prossimo anno scolastico è allarmante anche nel territorio ferrarese. I dati indicano una diminuzione dell’organico di quattro unità, accompagnata da un calo significativo della popolazione scolastica, con 406 studenti in meno e 18 classi in meno rispetto all’anno precedente. Un insieme di elementi che, uniti ai processi di razionalizzazione della rete scolastica e alla riforma degli istituti tecnici, potrebbero portare a circa 60 docenti “perdenti posto” in tutti gli ordini e gradi di istruzione.

La situazione più critica si riscontra nel primo ciclo, dove si concentra il maggior numero di esuberi. Una dinamica che, secondo la Flc Cgil, è connessa anche all’avvio della riforma degli istituti tecnici e dei percorsi quadriennali, che per il momento assorbono risorse e garantiscono organici in quel segmento, rinviando però ai prossimi anni i tagli previsti per l’istruzione tecnica.

Nel comunicato, il sindacato critica severamente l’impostazione della riforma, considerata orientata a diminuire l’importanza della didattica e a favorire le esigenze del mondo produttivo rispetto a quelle pedagogiche. Tra le conseguenze segnalate, ci sarebbero la riduzione degli organici, il rischio di indebolimento del valore legale dei titoli di studio e una revisione dei programmi con significativi tagli a diverse discipline.

Nel dettaglio, per il settore economico si prevede una penalizzazione di materie come geografia e lingue straniere, mentre per quello tecnologico si stima una notevole riduzione delle ore dedicate alle scienze integrate – tra cui chimica, fisica e biologia – e un dimezzamento delle ore per le tecnologie e le tecniche di rappresentazione grafica. A queste modifiche si aggiungerebbero riduzioni trasversali che interesserebbero anche diritto, economia politica, matematica ed economia aziendale.

La distribuzione dei docenti perdenti posto nel territorio provinciale coinvolge tutti gli ordini scolastici: per la scuola dell’infanzia si registrano 3 posti comuni e 4 di sostegno negli istituti comprensivi di Mesola, Codigoro, Comacchio Porto Garibaldi, Alda Costa, Don Chendi e Pascoli; nella scuola primaria si contano 6 posti comuni, 9 di sostegno e 1 di motoria tra Mesola, Bondeno, Dante Alighieri, Perlasca, De Pisis, Cento Nord, Copparo, Tresigallo, Argenta 1 e Argenta 2; nella secondaria di primo grado risultano esuberi per diverse classi di concorso – 3 AM12, 1 AM2A, 2 A028, 2 AM01 e 8 posti di sostegno – distribuiti tra Pontelagoscuro, Tresigallo, Poggio Renatico, Don Milani, Govoni, Cento Nord, Don Minzoni, Copparo e Comacchio Porto Garibaldi; infine, per la secondaria di secondo grado si registrano complessivamente diversi esuberi tra le classi B016, A021, A026, A034, A050, A046, AS2B, AS2C, AS2D, A019, A027, A041, A020 e AS12, con situazioni segnalate negli istituti Guido Monaco, Roiti, Bassi Burgatti, Ariosto, Remo Brindisi e Copernico.

Di fronte a questo contesto, la Flc Cgil ribadisce la propria e chiama alla mobilitazione, sostenendo l’importanza di investire nella scuola pubblica e nella formazione come elementi fondamentali per lo sviluppo del Paese. Lo sciopero del 7 maggio si inserisce quindi in un quadro di crescente tensione nel settore dell’istruzione, con ripercussioni che, come evidenziato dai dati locali, colpiscono da vicino anche il territorio ferrarese.

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