Rottamazione quinquennale, Fiorentini: “Le sanatorie non rappresentano una strategia economica”

di Leonardo Fiorentini*

La Rottamazione quinquies dimostra come il Governo Meloni continui a sostituire una politica economica e sociale di valore con sanatorie, condoni e misure di natura populista. Le rottamazioni non sono state certamente introdotte dall’attuale maggioranza, ma è sotto la guida della destra che sembrano essere diventate una parte integrante della politica fiscale.

Il problema non consiste nel fornire un’opportunità di recupero a famiglie e imprese realmente in difficoltà. La questione è far credere che l’annullamento di sanzioni e interessi possa costituire una soluzione alla crisi. Non lo è. Perché non affronta le cause per cui un numero crescente di persone non riesce a far fronte a imposte, bollette, affitti e servizi.

Servirebbero aziende in grado di generare ricchezza, salari e pensioni capaci di ripristinare il potere d’acquisto, un ritorno alla progressività fiscale, politiche efficaci per l’abitazione, per il rilancio produttivo e per contrastare il lavoro povero, oltre a investimenti nei servizi pubblici. Su questi aspetti il Governo Meloni non ha fornito risposte strutturali, mentre continua a utilizzare le rottamazioni e i concordati come messaggio tranquillizzante rivolto al proprio elettorato. In sostanza, si tratta di propaganda a spese dei milioni di italiani che pagano regolarmente le tasse.

Il Comune di Ferrara può legittimamente partecipare alla rottamazione, se questa consente di supportare i contribuenti in difficoltà e di recuperare almeno una parte dei crediti che altrimenti rischierebbero di rimanere inesigibili. Tuttavia, l’adesione non dovrebbe essere presentata come una scelta sociale: è principalmente un’operazione di riscossione di circa 39 milioni di euro di crediti accumulati nel tempo. È opportuno conoscere la composizione di questi crediti, quanti siano effettivamente esigibili, quanti svalutati, quale incasso il Comune prevede e quale sia il costo derivante dalla rinuncia a sanzioni e interessi.

Permane però anche un piccolo e legittimo interrogativo. Quando l’assessore Fornasini afferma che è necessario considerare le “contingenze economiche attuali”, non è del tutto chiaro se si riferisca a quelle delle famiglie e delle imprese ferraresi oppure a quelle del Comune di Ferrara, che negli ultimi due anni ha aumentato imposte, tasse, tariffe e gabelle, inclusi i parcheggi e i biglietti del bus. Tutto. Non essendo sufficiente, ha iniziato a svendere i beni di famiglia, con Amsef in prima linea. Ora raschia il fondo del barile della rottamazione fiscale.

*consigliere comunale della lista civica Anselmo

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