Sicurezza, massima vigilanza del Quirinale sul riconoscimento per i rimpatri. Firma a rischio senza modifiche.

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Rimane sotto l’osservazione del Quirinale, come riportato da , la disposizione presente nel decreto sicurezza che prevede un incentivo di 615 euro per gli avvocati che seguono un caso di rimpatrio volontario, nel caso in cui i loro assistiti decidano di tornare nei rispettivi Paesi d’origine.

Gli uffici legislativi del Colle hanno constatato che la stessa maggioranza ha riconosciuto la necessità di apportare modifiche al provvedimento, ma – nonostante la scadenza per la conversione del decreto sia fissata al 25 aprile, pena la sua decadenza – Sergio Mattarella, secondo quanto trapela, starebbe attendendo che dal Parlamento giunga una soluzione all’impasse.

Da diversi giorni, infatti, è attivo il monitoraggio del Quirinale su una norma che ha suscitato preoccupazione tra le opposizioni e critiche da parte di alcuni esperti di diritto costituzionale. Il presidente – si osserva – agisce per atti e quando la norma sarà sul suo tavolo deciderà se firmarla, rinviarla alle Camere o firmarla accompagnata da una lettera.

Il capogruppo di FI Enrico Costa ha già dichiarato, in un’intervista rilasciata al nostro giornale, che presenterà un ordine del giorno per intervenire, garantendo che “questa norma non entrerà in vigore senza regole attuative”. Tuttavia, il capo dello Stato potrebbe decidere di non firmare il decreto se la disposizione sugli incentivi agli avvocati non venisse modificata in modo chiaro e definitivo.

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