Un busto in onore di Pannella alla Camera a dieci anni dalla sua scomparsa, Forza Italia sorprende i partner di coalizione.
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Un busto dedicato a Marco Pannella sarà collocato a Montecitorio. È difficile immaginare quale sarebbe stata la reazione del leader radicale di fronte alla proposta presentata da Enrico Costa al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in occasione del decimo anniversario della sua scomparsa (che ricorre il 19 maggio). Sempre vicino alle battaglie radicali, il capogruppo di Forza Italia – rappresentante dell’ala liberale del partito – ha inviato una lettera a Fontana, sottolineando i diritti civili per cui Pannella si è battuto, come «il divorzio, l’interruzione volontaria di gravidanza, il garantismo, la protezione dei diritti dei detenuti, la responsabilità civile dei magistrati e l’impegno contro la pena di morte». Nella missiva si evidenzia che negli anni successivi «si sono aggiunte le lotte a favore della procreazione assistita e dell’autodeterminazione del malato, in particolare riguardo al fine vita». Tali iniziative sono legate a «una filosofia profondamente liberale e libertaria che ha certamente diviso la società italiana, ma al contempo ha contribuito alla sua evoluzione».
Questa proposta di omaggio a Pannella non sarà accolta favorevolmente dall’ala più conservatrice del centrodestra, rappresentata da FdI e Lega, ma deve essere interpretata nel contesto del nuovo corso voluto da Marina Berlusconi, che desidera una Forza Italia meno remissiva riguardo alle libertà civili. Costa, quindi, sollecita Fontana a «considerare la possibilità che la Camera dei deputati proceda alla realizzazione e al posizionamento di un busto dedicato a Marco Pannella all’interno del Palazzo di Montecitorio, in occasione del decennale della sua morte, e a organizzare un momento commemorativo in Assemblea».
Marco Pannella e Silvio Berlusconi
I rapporti tra i radicali, Marco Pannella e Silvio Berlusconi sono stati, nel complesso – nonostante alti e bassi – sempre molto amichevoli, anche prima della fondazione di Forza Italia e dell’alleanza alle elezioni del 1994. Nel suo memoir (“Quel che so di loro”), l’ex deputato Elio Vito ricorda che anche con il Biscione c’era stata una certa affinità: «I radicali, storicamente esclusi dalla televisione di Stato, avevano sostenuto, insieme ai socialisti, la nascita delle televisioni libere e private». Quando il Cavaliere decise di scendere in campo, «presentammo in tutta Italia, in modo autonomo, nella parte proporzionale, la Lista Pannella e candidammo, inoltre, in Forza Italia un gruppo di radicali in alcuni collegi, in Lombardia e in Veneto, dove Forza Italia era alleata con la Lega ma non con il Movimento sociale». Alla fine, la Lista Pannella non raggiunse il quorum, ma tutti i radicali inseriti in Forza Italia ottennero l’accesso al Parlamento.
Foto Ansa: Marco Pannella riceve Silvio Berlusconi e Antonio Tajani nella sua casa a via della Panetteria a Roma (ansa)
Nonostante il successo iniziale, i rapporti tra Pannella e Berlusconi si deteriorarono rapidamente, sia per la presenza dei cattolici di Buttiglione nell’alleanza, sia per il sostegno del Cavaliere a Gianfranco Fini nello stesso collegio uninominale dove Pannella era candidato. Un legame caratterizzato da attrazione e repulsione che continuò nel tempo, con Pannella che suggerì «all’amico Silvio» di andare in carcere dopo la condanna del 2013, per continuare la sua battaglia politica da dietro le sbarre. Un consiglio che, come accaduto con Craxi prima di lui, Berlusconi scelse di non seguire.
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