di Leonardo Fiorentini*
“Io sono un bel ragazzo, lei è normale”. Sono rimasto scioccato leggendo le affermazioni rilasciate in un’intervista a la Repubblica dal Senatore Francesco Silvestro, accusato di violenza sessuale nei suoi uffici.
Sarà la giustizia a verificare i fatti, le responsabilità penali e la verità processuale. Tuttavia, esiste un aspetto che non può attendere il verdetto: quello delle parole, della cultura e del potere. E su questo, le dichiarazioni del senatore Silvestro suscitano imbarazzo nei confronti del proprio genere, anche se pronunciate da un presunto innocente.
Perché in quelle affermazioni non si trova solo una difesa goffa. C’è la concezione che il corpo di una donna possa essere giudicato, misurato e sminuito. C’è il riflesso antico e vergognoso per cui una denuncia di violenza viene immediatamente trasformata in un processo contro la donna che denuncia. C’è il peggio del maschile: quello che confonde il potere con l’impunità, la posizione sociale con il diritto di umiliare, l’aspetto fisico con una prova di innocenza.
Non stiamo discutendo solo di un caso legale. Il consenso, il rispetto e la libertà delle donne non possono essere semplicemente parole da utilizzare per post sui social, per reel o per un’ulteriore dose di populismo penale. Stiamo affrontando un problema che è, prima di tutto, culturale. Un problema culturale di grande portata. Un problema che attraversa l’intera società: non è un caso che l’educazione sessuo-affettiva sia stata ridotta a un tema delicato, sminuendo il ruolo della Scuola pubblica e dei professionisti dell’educazione che la sostengono.
Chi rappresenta le istituzioni dovrebbe essere consapevole che ogni parola ha un peso. E quando quelle parole colpiscono nuovamente la dignità di una donna, non è sufficiente rimanere in silenzio, minimizzare o rifugiarsi nel garantismo. Il garantismo protegge i diritti prima, durante e dopo il processo. Non può diventare il velo della volgarità patriarcale. E questo devono essere per primi gli uomini a denunciarlo.
*Consigliere comunale a Ferrara