BluGo, l’applicazione che supporta le persone autistiche nei loro spostamenti in sicurezza.

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Stefano Fonzi, fondatore di BluGo. 

In Italia, la sindrome dello spettro autistico interessa circa 550mila giovani sotto i 20 anni. Le statistiche globali mostrano che un bambino su 36 (uno su 77 in Italia) è affetto da disturbi dello spettro autistico. Il 90% delle persone con autismo non è in grado di muoversi in autonomia: questo rappresenta un problema significativo, soprattutto per le famiglie, la maggior parte delle quali affronta difficoltà concrete nel trasporto dei propri figli.

Per far fronte a questa necessità, è stata creata BluGo, la prima app italiana che permette alle persone con disturbo dello spettro autistico di muoversi in autonomia e in sicurezza: grazie a una rete di volontari certificati, SPID, QR Code e GPS in tempo reale, gestisce il trasporto dalla fermata fino alla destinazione, senza alcun costo per l’utente. L’app è attiva dal 1° aprile e operativa nei Comuni che decideranno di partecipare al progetto.

Come è nata l’app?

“Volevamo iscrivere nostro figlio Francesco, appassionato di cucina, all’Istituto Alberghiero a L’Aquila – racconta Stefano Fonzi, creatore dell’app – ma si trova a 55 km di distanza ed era impossibile accompagnarlo e riprenderlo ogni giorno in auto. Da solo, però, non avrebbe saputo come orientarsi. Così, io e mia moglie abbiamo compreso che esisteva un’esigenza condivisa tra le persone con spettro autistico e le loro famiglie che doveva essere affrontata e risolta. Ecco perché BluGo è concepita con un orizzonte : desideriamo che diventi non solo un’app, ma un modello applicabile su tutto il territorio. E ci auguriamo che il maggior numero possibile di comuni aderisca, per garantire ai nostri figli e, in generale, alle persone con spettro autistico il diritto e la libertà di condurre una vita il più autonoma e sicura possibile, almeno per quanto riguarda gli spostamenti”.

Funzionamento dell’app BluGo

Una volta scaricata l’app sul proprio smartphone, si programmano i viaggi, specificando orari, punto di partenza, destinazione finale ed eventuali fermate intermedie. Quando la persona scende dal mezzo pubblico, un volontario certificato — già avvisato dal sistema e presente entro un raggio di 5 km dalla fermata — la prende in carico tramite QR code e la accompagna a piedi o con altro mezzo fino alla meta finale. L’identità di tutti i soggetti coinvolti è verificata tramite SPID: l’autista del mezzo, il volontario e l’assistito. La famiglia riceve notifiche in tempo reale ad ogni passaggio di consegna. In caso di emergenza, un pulsante SOS sempre attivo sul dispositivo dell’assistito avvisa il tutore e può avviare una chiamata diretta al 112.

Per diventare volontari della rete BluGo, è necessario aver completato un corso formativo obbligatorio di 12 ore, fornito online da psicologi e tecnici comportamentali specializzati in autismo. Il programma include la gestione dei comportamenti problematici, la comunicazione efficace e le procedure di emergenza. Per i Comuni, l’adozione non comporta costi né modifiche alle infrastrutture: BluGo si occupa di formazione, volontari e supporto. Per le aziende di trasporto pubblico, l’integrazione richiede solo un video tutorial di 5 minuti per i conducenti.

La rete di volontariato

La rete di volontariato sarà composta sia da volontari di realtà locali come Pro Loco, , Associazioni locali, Enti riconosciuti. Possono far parte della rete anche persone vicine alla famiglia o semplici cittadini, che dovranno però completare un percorso formativo specifico. La formazione, della durata di 12 ore, è fornita da psicologi e tecnici comportamentali specializzati in autismo, in modalità online. Il corso prevede: gestione dei comportamenti problematici; comunicazione efficace con persone con spettro autistico; procedure di sicurezza e protocolli di emergenza; responsabilità e limiti del ruolo di volontario. Un altro requisito fondamentale per essere inseriti nella rete di volontari BluGo è ovviamente quello di risiedere o lavorare nel territorio di riferimento. La sicurezza dell’operazione sarà garantita, oltre che dal corso di formazione obbligatorio, anche da un sistema costante di monitoraggio.

Infatti, la presa in carico della persona da parte del volontario – che riceve richieste esclusivamente in zone vicine alla sua posizione – avviene solo tramite QR Code. Il tutore o genitore viene avvisato in tempo reale sul cellulare che traccia esattamente ogni passaggio del percorso.

Una volta a bordo del mezzo, l’autista scannerizza il QR code e in questo modo conferma la salita e la discesa dal mezzo. In caso di emergenza, l’autista stesso potrà premere il pulsante della sua app e contattare i numeri di emergenza o informare la famiglia della persona coinvolta.

Come vengono gestite le emergenze? “BluGo prevede un protocollo di emergenza a tre livelli – chiarisce Stefano Fonzi –. Il primo livello comprende l’alert automatico alla famiglia in caso di deviazioni del percorso o soste considerate anomale: a quel punto scatta l’immediata notifica con possibilità di attivazione dei servizi di emergenza. Alcuni esempi di criticità gestite possono riguardare, ad esempio, il volontario che non si presenta, oppure una crisi emotiva durante il tragitto, ma anche un blocco improvviso e prolungato del traffico sul mezzo pubblico.”

Un’interfaccia intuitiva

BluGo, l'applicazione che supporta le persone autistiche nei loro spostamenti in sicurezza. 3

BluGo permette un monitoraggio in tempo reale sia del viaggio che del percorso: ogni spostamento, infatti, viene costantemente tracciato ed è immediatamente verificabile sull’app. In caso di tragitti “complessi”, che prevedono ad esempio più fermate, i passaggi tra volontari vengono “attestati” tramite QR Code. La rete stessa dei volontari, inoltre, è certificata e verificata tramite il sistema Spid. Il sistema SOS per le chiamate di emergenza, che possono essere attivate tramite un apposito pulsante, è sempre attivo, visibile e immediato. L’interfaccia intuitiva dell’applicazione, inoltre, è facilmente comprensibile e utilizzabile anche da chi non ha familiarità con la tecnologia.

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