Claude di Anthropic: modalità per utilizzare lo smartphone nell’attivazione dell’IA sul computer.
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Anthropic ha presentato Dispatch, una funzionalità di Claude che consente di dare istruzioni al computer direttamente dal proprio smartphone.
Questo strumento rappresenta un’evoluzione di Cowork – una modalità di collaborazione tra l’utente e l’intelligenza artificiale – e funge da centro di controllo remoto, permettendo a chi possiede un abbonamento al chatbot – attualmente disponibile solo in versione a pagamento, Pro o Max – di avviare sessioni di lavoro sul desktop anche quando si è lontani dalla scrivania.
Funzionamento di Dispatch su Claude
In sostanza, dopo aver selezionato Dispatch nell’app di Claude sullo smartphone, è possibile effettuare richieste che verranno eseguite dall’IA sul computer lasciato a casa, dove è installata la versione desktop del chatbot di Anthropic.
È fondamentale che il laptop rimanga, naturalmente, acceso e connesso a Internet.
La capacità di delegare all’IA non solo parte delle attività, ma anche operazioni meccaniche – come cercare tra le cartelle e organizzare file, o navigare sul web per reperire informazioni – rappresenta un passo significativo verso una nuova generazione di assistenti che non si limitano a fornire risposte e suggerire soluzioni, ma le realizzano effettivamente agendo in autonomia sulle interfacce software esistenti.
La nostra esperienza con il nuovo strumento
Abbiamo provato il nuovo strumento su un ecosistema Apple, utilizzando un iPhone 17 Pro Max e un MacBook Pro, attraverso semplici comandi.
Abbiamo colto le sue potenzialità, al momento limitate a una serie di applicazioni specifiche: da Gmail a Slack, fino a Google Calendar e Canva. Il punto di forza è, senza dubbio, l’accesso alle cartelle e ai file del computer, che possono essere recuperati anche da remoto e inseriti in documenti o inviati via email.
L’integrazione con Chrome – previa installazione dell’estensione Claude sul browser – risulta molto utile poiché consente di chiedere all’IA di eseguire compiti che richiedono navigazione autonoma, e la successiva creazione di documenti.
Ad esempio, abbiamo provato a richiedere a Claude, dal nostro telefono, una lista dei 10 post sul social X riguardanti l’intelligenza artificiale con il maggior engagement in un giorno specifico. Contestualmente, abbiamo chiesto all’IA di generare un documento su Google Doc contenente post, url e descrizioni.
Claude ha completato il lavoro di ricerca – con qualche imprecisione, includendo anche alcuni tweet più “vecchi” – e poi ha effettivamente aperto un’altra finestra su Chrome per incollare tutto in un nuovo documento di Google. Quest’ultima operazione è stata piuttosto lenta, ma il punto è che la funzione Dispatch è progettata per eseguire operazioni mentre l’utente è impegnato in altre attività.
Si potrebbe considerare di programmare, ad esempio, la creazione di un report durante la notte, pronto al risveglio, con dati o notizie provenienti da fonti selezionate, come tutti i messaggi ricevuti nella casella Gmail mentre si dorme.
You can now enable Claude to use your computer to complete tasks.
It opens your apps, navigates your browser, fills in spreadsheets—anything you’d do sitting at your desk.
Research preview in Claude Cowork and Claude Code, macOS only. pic.twitter.com/sVymgmtEMI
— Claude (@claudeai) March 23, 2026
Anche le operazioni relative ai file locali sono state eseguite senza problemi. Dispatch ci ha permesso, ad esempio, non solo di raggruppare tutti i Pdf di articoli di giornale in una nuova cartella – creata dall’IA secondo le nostre istruzioni – ma ci è stata anche utile per trasferire quegli stessi file su una piattaforma di file sharing, come Mega, sempre tramite Chrome. L’IA è stata così abile da chiudere autonomamente un pop-up che ci avvertiva del quasi esaurimento dello spazio sul cloud. Tuttavia, per completare il compito, ha impiegato un tempo considerevole.
In generale, abbiamo notato che per operazioni che non richiedono troppi passaggi, Dispatch può rivelarsi estremamente utile: per chi ha dimenticato file sul computer di casa o ha bisogno urgentemente di informazioni che si trovano esclusivamente nel laptop principale, sia in ufficio che a casa, il vantaggio è tangibile.
Tuttavia, quando si richiede all’IA di far interagire più applicazioni, le cose cambiano e i tempi si allungano notevolmente. La tecnologia è presente, ma la sensazione è che siamo ancora all’inizio.
Il funzionamento tecnico della visione artificiale
L’architettura che consente a Claude di utilizzare un computer si basa su un processo continuo di acquisizione e interpretazione delle immagini.
Il modello riceve una serie di istantanee dello schermo, i cosiddetti screenshot, e calcola le coordinate spaziali necessarie per posizionare il mouse o selezionare un campo di testo.
Questa capacità richiede un’altissima precisione logica e una comprensione del contesto visivo. Ad esempio, se un utente richiede di pianificare un viaggio, l’intelligenza artificiale può aprire autonomamente il browser, cercare un volo, confrontare i prezzi su un foglio di calcolo e infine inserire i dati in un modulo di prenotazione, passando da un programma all’altro senza necessità di intervento umano tra un passaggio e l’altro.
Sfide di sicurezza e gestione dei rischi
L’idea di un software capace di controllare un computer evoca immediatamente i rischi legati alla sicurezza informatica e alla protezione dei dati.
Un’intelligenza artificiale con accesso al cursore e alla tastiera potrebbe, in teoria, essere manovrata per eseguire azioni dannose o accedere a informazioni riservate.
Per ridurre questi pericoli, Anthropic ha implementato protocolli di sicurezza che limitano le azioni di Claude a contesti controllati e isolati. Gli ingegneri dell’azienda affermano che il sistema è progettato per operare sotto la supervisione dell’utente, il quale mantiene la facoltà di interrompere il processo in qualsiasi momento nel caso in cui l’agente digitale dovesse commettere errori o intraprendere percorsi non previsti.
La risposta istituzionale al caos del software aperto
Il settore dell’intelligenza artificiale ha assistito negli ultimi mesi alla diffusione virale di OpenClaw, un sistema open-source che consente – tra le altre cose – di controllare il proprio computer tramite messaggi su piattaforme come Telegram o WhatsApp.
OpenClaw ha guadagnato popolarità offrendo un’automazione totale e senza supervisione. All’entusiasmo è seguita la preoccupazione – da parte di molti – per la quantità di dati esposti nell’utilizzo di questo agente.
Anthropic ha risposto a queste preoccupazioni proprio con il lancio di Dispatch.
L’obiettivo dell’azienda guidata da Dario Amodei è fornire la stessa flessibilità dei sistemi aperti, garantendo però standard di sicurezza aziendali e una protezione superiore dei dati sensibili dell’utente.
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