La diminuzione delle nascite potrebbe essere attribuita a smartphone e social media.
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“Negli anni passati, il tasso di fertilità globale ha subito una diminuzione poiché le coppie hanno deciso di avere meno figli. Attualmente, la causa principale è la riduzione del numero di coppie”.
La spiegazione sarebbe da ricondurre alla crescente presenza di smartphone e social network in tutto il pianeta.
Questa è l’ipotesi più affascinante dell’analisi di John Burn-Murdoch pubblicata sul Financial Times: il declino della natalità mondiale deve essere interpretato sempre meno come una questione di famiglie che optano per un solo figlio – o per non averne affatto – e sempre più come una questione di relazioni che non si formano o non si consolidano.
Le ragioni del calo demografico possono essere molteplici. Casa, redditi, precarietà, costi legati ai figli, cambiamento dei ruoli di genere e aspettative diverse tra uomini e donne. Tutti questi elementi sono significativi, con pesi variabili da nazione a nazione.
Tuttavia, la causa principale che sembra attraversare quasi tutti i contesti è di natura digitale.
Una forte correlazione
Secondo il FT, a livello globale il tasso di natalità è diminuito dopo l’introduzione degli smartphone, indipendentemente dalla tendenza precedente. Il calo è più evidente tra i più giovani, ovvero tra le fasce d’età in cui l’uso dello smartphone è più diffuso.
Tra i vari dati, il FT menziona lo studio di Nathan Hudson e Hernan Moscoso-Boedo, dell’Università di Cincinnati: analizzando l’arrivo delle reti 4G negli Stati Uniti e nel Regno Unito, i due studiosi dimostrano che le nascite sono diminuite prima e in modo più rapido nelle aree che hanno ricevuto per prime la connettività mobile ad alta velocità.
La loro teoria suggerisce che gli smartphone abbiano modificato il modo in cui i giovani trascorrono il tempo insieme. Meno socialità fisica, maggiore isolamento e quindi meno opportunità di incontro e di formare coppie.
Questa interpretazione non è nuova. Già nel 2001 Robert Hornik ed Emile McAnany avevano riscontrato un legame più forte tra il calo delle nascite e la diffusione della televisione rispetto a quello tra il calo delle nascite, il reddito o l’istruzione.
Dieci anni dopo, Eliana La Ferrara e altri ricercatori dimostrarono che le soap opera con famiglie numerose potevano influenzare le scelte riproduttive.
Nel 2018 Adrienne Lucas e Nicholas Wilson scoprirono che il possesso della televisione era correlato a una minore frequenza dei rapporti sessuali tra le coppie.
L’impatto degli smartphone
Tuttavia, lo smartphone potrebbe aver avuto un impatto più ampio, poiché il suo utilizzo è più intenso e solitario rispetto alla televisione.
“I tassi di natalità tra adolescenti e giovani adulti negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia erano rimasti sostanzialmente stabili nei primi anni Duemila, ma hanno iniziato a scendere drasticamente dal 2007 – scrive il Financial Times – La stessa diminuzione è iniziata in Francia e Polonia intorno al 2009, e in Messico, Marocco e Indonesia intorno al 2012. In Ghana, Nigeria e Senegal, quelli che erano stati cali graduali della fertilità sono diventati crolli improvvisi tra il 2013 e il 2015. Tutti questi momenti di svolta coincidono con l’adozione di massa degli smartphone nei mercati locali, misurata attraverso le ricerche su Google relative alle app mobili.”
L’influenza dei social network
I social media, oltre a isolare, possono anche esacerbare problemi già esistenti, rendendo più evidenti e immediati problemi come l’alto costo delle abitazioni o redditi incerti, trasformando cambiamenti graduali dell’economia in onde improvvise di insicurezza.
Correlazione e causalità restano piani distinti.
La tecnologia non spiega tutto. Tuttavia, il legame tra nascite e diffusione di smartphone e social è un rapporto difficile da trascurare: il calo della fertilità attraversa economie e culture diverse. E la variabile che emerge più frequentemente è la crescente influenza dell’ambiente digitale sulle nascite e sul mantenimento delle relazioni.
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