Premio ANCI Innovazione e Sviluppo 2026, inaugurata la decima edizione
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Dieci anni di iniziative, sperimentazioni e servizi pubblici ripensati attraverso il digitale. Il Premio ANCI Innovazione e Sviluppo giunge nel 2026 alla sua decima edizione e riafferma il proprio ruolo di osservatorio nazionale sulle evoluzioni della pubblica amministrazione italiana, includendo quest’anno anche i progetti che impiegano l’intelligenza artificiale per migliorare concretamente i servizi offerti ai cittadini.
L’edizione 2026 del Premio rappresenta una tappa significativa per un’iniziativa che nel corso degli anni ha raccolto oltre mille progetti, coinvolgendo altrettanti enti pubblici e raggiungendo più di 30 milioni di cittadini attraverso soluzioni innovative applicate ai servizi pubblici. Sostenuto da ANCI con il supporto di ANFoV, il Premio è diventato nel tempo uno dei riferimenti più noti per valorizzare le migliori pratiche di innovazione nella pubblica amministrazione.
La novità principale riguarda proprio l’intelligenza artificiale. Per la prima volta, infatti, verranno conferiti due premi speciali dedicati ai progetti di IA nella PA, uno a livello nazionale e uno per il Piemonte. L’intento è quello di premiare soluzioni in grado di rendere i servizi pubblici più efficienti, accessibili e in linea con le reali esigenze delle persone.
Il Premio è aperto a tutti i 7.894 Comuni italiani, alle unioni di comuni, alle aziende sanitarie, agli enti pubblici e anche agli istituti scolastici pubblici. Le candidature si apriranno il 2 aprile e rimarranno aperte fino al 15 settembre 2026. La cerimonia finale si terrà a Verona, dal 25 al 27 novembre, nell’ambito dell’Assemblea nazionale ANCI, dove saranno premiati gli undici progetti selezionati dalla commissione di valutazione.
Negli anni, il Premio ha raccontato un’Italia dell’innovazione spesso poco visibile nel dibattito pubblico. Non solo grandi città o grandi amministrazioni, ma anche piccoli centri capaci di sperimentare strumenti e modelli nuovi per semplificare la vita dei cittadini. Oltre il 35 per cento dei progetti candidati, infatti, proviene da Comuni con meno di 5.000 abitanti. Questo dato evidenzia come la capacità di innovare non dipenda esclusivamente dalle dimensioni di un ente, ma anche dalla volontà di investire in competenze, servizi e nuove forme di partecipazione.
Tra gli esempi, si trova il Comune di Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, vincitore della sezione nazionale 2025 con un progetto di laboratori digitali pubblici dedicati alla formazione e alla sperimentazione con tecnologie come stampanti 3D e strumenti digitali avanzati. Un’esperienza concepita per diffondere competenze tecnologiche e promuovere una partecipazione più attiva della comunità locale.
Inoltre, a Marene, un piccolo Comune in provincia di Cuneo, che si è distinto con una biblioteca multisensoriale dotata di una stanza tecnologica progettata per migliorare l’accessibilità culturale e fornire nuovi strumenti educativi a famiglie, cittadini e persone con esigenze speciali.
Infine, l’ASP di Caltanissetta, premiata a livello nazionale per una piattaforma accessibile tramite app che integra geolocalizzazione, codici QR, mappe interattive e servizi digitali avanzati, con l’obiettivo di semplificare ed efficacemente gestire le emergenze e le attività di assistenza, comprese quelle nelle aree periferiche.
Il decennale porterà con sé anche un ulteriore riconoscimento simbolico, il Premio “10 anni di innovazione”, che sarà conferito al progetto più significativo tra quelli premiati nelle edizioni precedenti e ancora attivo e operativo. Non si tratterà solo di celebrare un’idea ben riuscita, ma di identificare un’iniziativa che abbia realmente contribuito a diffondere la cultura dell’innovazione e della digitalizzazione avanzata, producendo vantaggi concreti e replicabili per cittadini e territori.
Il montepremi complessivo supera i 60 mila euro tra risorse economiche e servizi forniti dai partner dell’iniziativa. Oltre ai premi in denaro per i progetti vincitori, sono previsti anche riconoscimenti speciali in servizi, come il Premio Eolo per la sezione nazionale, il Premio BBBell per quella piemontese e il Premio Speciale “La Lucerna”, destinato a un istituto scolastico pubblico che potrà ottenere una vera aula multimediale attiva, con arredi di nuova generazione e dotazioni tecnologiche avanzate.
I progetti candidati potranno riguardare diversi ambiti strategici per il futuro dei territori: dalla digitalizzazione dei servizi pubblici alla transizione ecologica, dalla mobilità sostenibile alla sanità digitale, fino alle infrastrutture tecnologiche, all’inclusione sociale e allo sviluppo delle competenze digitali. Così, il Premio continua a svolgere una doppia funzione: da un lato seleziona e valorizza le esperienze più interessanti, dall’altro contribuisce a costruire un archivio vivo delle trasformazioni in corso nella PA italiana.
Nel corso degli anni, infatti, il Premio ANCI Innovazione e Sviluppo si è affermato non solo come iniziativa di valorizzazione, ma anche come leva concreta per la crescita delle capacità innovative nella pubblica amministrazione. Lo dimostrano, oltre ai premi distribuiti, anche le attività collaterali promosse in questi anni, come i più di 50 webinar dedicati ai Comuni.
Questa funzione ha contribuito a rafforzarne il profilo istituzionale. Il Premio ha ottenuto nel tempo patrocini significativi, tra cui quelli del Parlamento europeo, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero per la Pubblica amministrazione, del Consiglio regionale del Piemonte e della Regione Piemonte. Più volte è giunto anche il patrocinio della Rai, a riconoscimento del valore culturale dell’iniziativa e del suo contributo alla diffusione della cultura digitale. Il Premio si avvale inoltre della collaborazione di ANCI Nazionale, ANCI Piemonte e del Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Commentando il lancio del decennale, il presidente del Consiglio nazionale di ANCI, Marco Fioravanti, ha evidenziato come il Premio confermi “il ruolo centrale dei Comuni come veri architetti del progresso territoriale”, ribadendo che rafforzare la capacità innovativa delle amministrazioni locali significa costruire comunità più moderne, competitive e vicine alle persone. Davide Gilardino, presidente di ANCI Piemonte, ha descritto un “risultato prestigioso” per un’iniziativa nata in Piemonte e diventata punto di riferimento nazionale, mentre il vicepresidente Michele Pianetta ha ricordato i numeri che ne attestano l’impatto: oltre mille progetti analizzati, più di 350 mila euro distribuiti ai Comuni e 30 milioni di cittadini coinvolti. Per Umberto De Julio, presidente di ANFoV, oggi sono soprattutto le competenze avanzate e la capacità di utilizzare e interpretare l’innovazione tecnologica a generare valore e progresso per territori e attività produttive.
Per partecipare, le amministrazioni interessate dovranno predisporre una descrizione del progetto e compilare il questionario online disponibile sul sito del Premio, dove dal 2 aprile sarà pubblicato anche il modulo di candidatura.
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