Anche Ferrara piange la perdita di don Antonio Mazzi, deceduto venerdì 31 luglio all’età di 96 anni.
Sacerdote, educatore, pedagogista, teologo, filosofo, giornalista e scrittore, don Mazzi è stato uno dei personaggi più riconoscibili del cattolicesimo sociale italiano del dopoguerra. Fondatore di Exodus, una rete di comunità terapeutiche per persone con problemi di tossicodipendenza, è stato anche un volto familiare in televisione, apparendo in programmi come quelli di Mara Venier, “Domenica In” e “Porta a porta” condotto da Bruno Vespa.
La morte di don Mazzi colpisce profondamente anche l’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e l’arcivescovo Gian Carlo Perego.
Il sacerdote, infatti, si era formato nel seminario vescovile ed era laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Ferrara. Sempre in città, fu ordinato nel 1956 nella congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, fondata da san Giovanni Calabria. Negli anni Sessanta assunse la responsabilità di varie iniziative di assistenza e formazione per i giovani, tra cui la Città del Ragazzo di Ferrara.
A ricordarlo è anche il sindaco Alan Fabbri: “Con grande tristezza ho ricevuto la notizia della scomparsa di don Antonio Mazzi, un uomo che ha dedicato la sua lunga esistenza agli ultimi e ai più vulnerabili, senza mai tirarsi indietro. Durante il mio mandato come sindaco di Bondeno, subito dopo il terremoto, ho avuto modo di apprezzare da vicino il suo impegno concreto, anche nel nostro territorio, attraverso la Casa di Carlotta di Salvatonica, una realtà della sua Fondazione Exodus che da anni accoglie famiglie in difficoltà e persone che cercano di ricostruire la propria vita.”
Fino a maggio 2012, la struttura era ubicata nella storica canonica di San Biagio. Tuttavia, le scosse sismiche che hanno colpito l’Emilia la resero gravemente danneggiata e inagibile, e dal 2013, la comunità ha trovato la sua “casa definitiva” a Salvatonica, in via Provinciale 44, all’interno di un edificio di proprietà comunale. Si tratta di un rifugio per la genitorialità fragile, un’eccellenza nel panorama nazionale per il recupero delle dipendenze e tra le poche strutture attrezzate per accogliere l’intero nucleo familiare del soggetto coinvolto. Nel 2014, fu proprio don Antonio Mazzi, insieme all’allora sindaco Alan Fabbri, a inaugurare la nuova sede nelle ex scuole, nel maggio del 2014.
“Ricordo bene la sua energia, la sua schiettezza e la capacità di comunicare con tutti, credenti e non, utilizzando lo stesso linguaggio diretto e senza compromessi. Don Mazzi non ha mai fatto distinzioni tra i salotti e la strada, ed è proprio in quest’ultima, tra i ragazzi e le famiglie in difficoltà, che ha realizzato la sua missione. A nome mio personale e dell’intera amministrazione comunale di Ferrara desidero esprimere le più sentite condoglianze alla Fondazione Exodus, alla comunità di Bondeno e Salvatonica e a tutti coloro che, in questi decenni, hanno incrociato il suo cammino trovando in lui un punto di riferimento”, ha concluso Fabbri.