Argenta, un’infermiera è sotto accusa per l’omicidio di un paziente. L’Ausl si dichiara parte civile nel procedimento.

Argenta, un'infermiera è sotto accusa per l'omicidio di un paziente. L'Ausl si dichiara parte civile nel procedimento. 1

Argenta. L’Azienda Usl di Ferrara si costituirà parte civile nel procedimento penale contro Matteo Nocera, accusato di omicidio, maltrattamenti aggravati, esercizio abusivo della professione medica e infermieristica, falsificazione e truffa.

Il mandato è stato conferito all’avvocata Sabrina Di Giampietro, che provvederà a formalizzare la costituzione durante l’udienza preliminare programmata per il 25 maggio.

L’infermiere di 44 anni è ritenuto responsabile, in particolare, dell’omicidio aggravato dell’83enne Antonio Rivola, deceduto nel settembre 2024 mentre era ricoverato nel reparto di Lungodegenza Post-Acuzie Riabilitativa Geriatrica dell’ospedale Mazzolani Vandini.

Secondo quanto riportato dalla Procura di Ferrara, Nocera, assistito dall’avvocato Lorenzo Valgimigli, è accusato di comportamenti gravi nei confronti di pazienti anziani ricoverati presso l’ospedale di Argenta. L’episodio più grave riguarda la presunta somministrazione, senza scopi terapeutici, del farmaco Esmeron, un miorilassante che, in assenza di supporto respiratorio, può risultare mortale.

All’imputato vengono inoltre addebitati maltrattamenti aggravati nei confronti di otto pazienti: secondo l’accusa, avrebbe somministrato regolarmente sedativi, tra cui Midazolam, Haldol e Naloxone (anche scaduto), senza prescrizione medica.

È accusato anche di esercizio abusivo della professione medica e falsificazione di atti pubblici, per aver modificato o omesso informazioni nelle cartelle cliniche al fine di nascondere le somministrazioni.

Tra le accuse vi è anche una presunta lesione grave: avrebbe praticato un’incisione con bisturi senza anestesia su un paziente, causando conseguenze che hanno reso necessario un ulteriore intervento chirurgico.

Infine, gli vengono contestati truffa aggravata ed esercizio abusivo della professione infermieristica, in relazione a un titolo di studio che sarebbe stato ottenuto in modo irregolare all’estero, oltre all’interruzione di pubblico servizio.

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