Unife e Polizia firano un accordo per la sicurezza cibernetica dell’Ateneo

Un accordo per prevenire e contrastare gli attacchi informatici e proteggere i sistemi informativi e le infrastrutture tecnologiche dell’Università di Ferrara. È il protocollo d’intesa siglato nella mattinata di giovedì 24 settembre tra il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Emilia Romagna e l’Ateneo ferrarese, alla presenza del questore di Ferrara Luigi Silipo.
L’intesa punta a favorire lo scambio tempestivo di informazioni per prevenire e contrastare attacchi, danneggiamenti e accessi illeciti alle infrastrutture informatiche dell’Università, oltre a consentire la segnalazione di vulnerabilità, minacce e incidenti che possano compromettere la regolarità dei servizi.
Prevista anche la possibilità di sviluppare attività formative congiunte sui sistemi e sulle tecnologie informatiche utilizzate dall’Ateneo e sulle procedure di intervento in caso di accessi illeciti e altri fenomeni delittuosi.
«La sottoscrizione del Protocollo d’Intesa rappresenta un importante elemento nel rafforzamento delle strategie di sicurezza cibernetica a livello territoriale, per un’efficace azione di prevenzione e contrasto alle minacce informatiche, sempre più evolute e diffuse», ha dichiarato il questore Silipo. Secondo il questore, la collaborazione tra Polizia di Stato e mondo accademico permette di «integrare competenze, conoscenze e capacità operative» con l’obiettivo di garantire «la continuità dei servizi di pubblica utilità e la tutela di informazioni sensibili».
Per la rettrice dell’Università di Ferrara Laura Ramaciotti, «la sicurezza cibernetica rappresenta oggi una componente essenziale per garantire la continuità delle attività istituzionali, della ricerca e dei servizi rivolti alla nostra comunità universitaria». La firma del protocollo, ha aggiunto, «rappresenta un passo significativo nel rafforzamento delle nostre capacità di prevenzione e risposta alle minacce informatiche».
Ramaciotti ha inoltre sottolineato l’importanza dello «scambio tempestivo di informazioni, l’aggiornamento delle competenze e l’adozione di strategie sempre più efficaci per la protezione delle infrastrutture digitali dell’Ateneo», elementi che, secondo la rettrice, consentono di garantire «sicurezza, affidabilità e continuità ai servizi universitari e alle attività di ricerca, didattica e terza missione».
Cristina Fagone, dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Emilia Romagna, ha evidenziato come la Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica sia «quotidianamente impegnata nella realizzazione di forme sempre più strutturate di collaborazione, con attori sia pubblici che privati». L’obiettivo del protocollo, ha spiegato, è «cercare di innalzare i livelli di sicurezza informatica in settori particolarmente sensibili e importanti come quello universitario».
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