Cardiologia Sant’Anna, il Procuratore generale presenta ricorso in Cassazione contro l’assoluzione di Ferrari e Guardigli.
Il procuratore generale della Corte d’Appello di Bologna ha presentato un ricorso per Cassazione contro la sentenza che aveva confermato l’assoluzione di Roberto Ferrari, 75 anni, e Gabriele Guardigli, 66 anni.
I due medici – rispettivamente ex primario e attuale primario della Cardiologia dell’ospedale Sant’Anna di Cona – erano accusati in un procedimento riguardante eventi del 2016. Secondo l’accusa, avrebbero fatto pressioni su due medici affinché non accettassero i posti disponibili in Cardiologia al Sant’Anna, in relazione allo scorrimento delle graduatorie stilate nel 2010.
In entrambi i gradi di giudizio, Ferrari e Guardigli erano stati assolti con formula piena “perché il fatto non sussiste”.
Nel ricorso, il procuratore generale afferma tuttavia che la sentenza meriti di essere annullata, ritenendo che la Corte d’Appello abbia “erroneamente applicato le disposizioni di legge in materia”.
Un elemento chiave dell’accusa era una registrazione audio effettuata da una delle due mediche coinvolte, Chiara Carrescia, che si è costituita parte civile nel procedimento e ha ricevuto assistenza legale dagli avvocati Fabio Anselmo e Silvia Galeone. La registrazione sarebbe stata effettuata durante un incontro con Ferrari e Guardigli, nel quale si discuteva della questione.
Durante il processo, entrambi gli imputati hanno sempre negato le accuse. Sentiti in aula nel dibattimento di primo grado, avevano affermato di non aver esercitato pressioni indebite. Ferrari, in particolare, aveva dichiarato: “Nessuno avrebbe potuto impedirne l’assunzione”.
Nel ricorso per Cassazione, il procuratore generale contesta in particolare quella che definisce una “erronea” interpretazione della nozione di “costrizione/minaccia” e del requisito dell’abuso, oltre all’esclusione dei reati di tentata concussione e tentata violenza privata.
“Siamo stati informati – comunicano in una nota gli avvocati difensori Marco Linguerri, Gianluigi Lebro e Marcello Elia – dell’interposizione di ricorso per cassazione da parte dell’accusa, anche contro la sentenza della Corte d’Appello di Bologna che, solo pochi mesi fa, ha confermato la piena assoluzione dei proff. Ferrari e Guardigli, già stabilita in primo grado dal Tribunale di Ferrara. I nostri assistiti attendono con fiducia anche il giudizio della Suprema Corte, certi che la loro estraneità a qualsiasi illecito sarà nuovamente e definitivamente riconfermata.”
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