Una media di 410 detenuti presenti a fronte di una capienza regolamentare di 244 posti. Questo dato rappresenta in modo chiaro le condizioni della Casa circondariale di Ferrara, emerse durante la visita del 6 agosto da parte di una delegazione del Direttivo della Camera Penale Ferrarese e dell’Osservatorio Carcere locale, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Ristretti in agosto”, promossa dall’Osservatorio Nazionale Carcere dell’Unione delle Camere Penali Italiane.
La delegazione, accompagnata dalla direttrice dell’istituto Maria Martone, dalla responsabile dell’Area Educativa Annamaria Romano e dalla vice comandante, commissario Francesca Montani, ha visitato sia alcune delle aree detentive, in particolare le sezioni II, V e VI, sia gli spazi dedicati alle attività educativo-pedagogiche e quelli sanitari.
Al termine della visita, Camera Penale e Osservatorio Carcere hanno sottolineato la persistenza di “forti criticità sia per quanto riguarda il sovraffollamento, sia in relazione alla preoccupante e significativa carenza di personale”.
Il problema principale rimane dunque quello della disparità tra il numero di detenuti e i posti disponibili. Con 410 persone detenute mediamente nell’ultimo periodo, il numero supera di oltre 160 unità la capienza regolamentare. Una situazione che, secondo i promotori della visita, “ha raggiunto livelli inaccettabili” e “rende sostanzialmente impossibile un adeguato percorso trattamentale rieducativo”.
A influire è anche la mancanza di personale. La dotazione della Polizia penitenziaria è considerata sottodimensionata anche rispetto al livello minimo necessario per garantire la sicurezza, mentre l’area pedagogica può attualmente contare soltanto su tre funzionari.
Proprio per questo, la Camera Penale e l’Osservatorio esprimono preoccupazione anche riguardo alla costruzione dei nuovi padiglioni destinati ad ampliare la struttura. L’aumento dei posti disponibili, evidenziano, potrebbe tradursi in un ulteriore incremento della popolazione detenuta senza che sia ancora chiaro con quale dotazione di personale, sia penitenziario sia dell’area pedagogico-educativa, si affronterà l’aumento delle presenze.
A complicare ulteriormente le condizioni di permanenza, soprattutto in queste settimane, ci sono poi le elevate temperature raggiunte all’interno delle sezioni. La delegazione ha potuto constatare direttamente la situazione durante la visita: il disagio legato al sovraffollamento è “reso ancor più grave, in questo periodo, dalle alte temperature che si registrano nelle aree di detenzione”.
Il caldo viene solo parzialmente attenuato dalla presenza di ventilatori, alcuni dei quali erano stati donati lo scorso anno grazie a una raccolta fondi promossa dalla Camera Penale insieme ad altre realtà associative del territorio.
Qualche segnale positivo proviene invece dal fronte del lavoro, anche se i numeri rimangono ancora limitati rispetto al ruolo che l’attività lavorativa può avere nel percorso di reinserimento. All’interno del carcere continuano le attività di recupero dei Raee, con un dipendente e sei tirocinanti, e quella di imballaggio, che attualmente occupa tre persone e che da settembre dovrebbe arrivare a cinque.
Per Camera Penale e Osservatorio, tuttavia, è necessario fare di più, coinvolgendo anche il tessuto economico locale. “Sarebbe importante anche sotto questo aspetto che le realtà imprenditoriali del territorio mostrassero disponibilità a offrire occupazione sia all’interno sia all’esterno dell’istituto per i detenuti ammessi alla semilibertà o al lavoro all’esterno”, evidenziano.
La visita di Ferrara si inserisce così nel contesto dell’iniziativa “Ristretti in agosto”, concepita per richiamare l’attenzione sulle condizioni degli istituti penitenziari proprio durante il periodo estivo, quando le problematiche legate al sovraffollamento e alle condizioni ambientali possono diventare ancora più gravose. Nel caso ferrarese, il quadro delineato dalla Camera Penale e dall’Osservatorio pone al centro soprattutto la necessità di accompagnare qualsiasi incremento della capacità detentiva con un adeguato potenziamento degli organici e delle attività finalizzate alla rieducazione.