Deceduta Laura Balbo, ex ministra e già rettrice della Facoltà di Lettere e Filosofia di Ferrara.
È deceduta a 92 anni a Padova Laura Balbo, sociologa, ex ministra per le Pari Opportunità nel governo D’Alema e già preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Ferrara.
Nata a Padova nel 1933, si è formata all’Università di Padova e successivamente all’Università della California, Berkeley. Balbo è stata tra le accademiche che hanno contribuito a far emergere in Italia nuovi ambiti per la sociologia, in un periodo in cui la disciplina non godeva ancora di un riconoscimento ufficiale nelle università.
La sua produzione accademica evidenzia l’ampiezza e la costanza del suo impegno. Tra le sue opere rimangono punti di riferimento testi come “L’inferma scienza”, fondamentale per la genealogia della sociologia in Italia; “Stato di famiglia”; “Interferenze”; “Time to Care”; i volumi sui razzismi scritti con Luigi Manconi; “Tempi di vita”; “Riflessioni in-attuali di una ex ministro”; “In che razza di società vivremo?”; “Il lavoro e la cura”; “Imparare, sbagliare, vivere”.
In tutti questi scritti si riconosce la sua abilità di anticipare questioni destinate a diventare centrali nel dibattito pubblico e scientifico: il tempo come risorsa diseguale, la cura come nodo politico oltre che familiare, il razzismo come fenomeno sociale che interroga principalmente “noi”, le trasformazioni delle modalità di apprendimento e delle biografie
contemporanee.
Oltre alla ricerca, Laura Balbo ha vissuto con passione l’impegno politico e istituzionale. È stata parlamentare in due legislature e, dal 1998 al 2000, ministra per le Pari Opportunità nel governo di Massimo D’Alema. Durante il suo mandato, i temi delle pari opportunità furono affrontati non solo in relazione alle donne, ma anche in una chiave antidiscriminatoria più ampia, prestando attenzione alle molteplici forme di differenza e di esclusione.
Per l’Università di Ferrara e per l’area umanistica dell’Ateneo, il suo nome è particolarmente associato alla sua esperienza come preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, oggi Dipartimento di Studi Umanistici.
“Quel ruolo – la ricorda oggi Unife – fu da lei interpretato con intelligenza, autorevolezza e apertura, contribuendo alla crescita culturale e istituzionale della Facoltà e lasciando un ricordo ancora vivo in chi ha condiviso il suo lavoro. A Ferrara, il suo profilo non fu quello di una presenza esclusivamente accademica, ma di una figura capace di creare legami, occasioni di confronto e spazi di elaborazione comune.”
Attorno a Laura Balbo si era formata una vera e propria “comunità di interpretazione”: “non una semplice rete accademica, ma un modo condiviso di discutere, studiare e analizzare la società, mantenendo insieme riflessione teorica, esperienza vissuta e senso civile della conoscenza. In questo intreccio di vita, ricerca e relazione si riconosce bene una delle caratteristiche più profonde del suo insegnamento.”
“La sua scomparsa rappresenta un grave lutto per il nostro Ateneo” afferma la rettrice Laura Ramaciotti, che, a nome personale e di tutta la comunità universitaria, esprime ai familiari “il più vivo e sentito cordoglio”.
Un “profondo cordoglio” giunge anche dal Dipartimento di Studi Umanistici, che ricorda Laura Balbo come “sociologa tra le più autorevoli del secondo Novecento e dei primi decenni del nuovo secolo, intellettuale libera, figura di spicco della vita accademica e civile italiana, studiosa capace di coniugare con rara coerenza ricerca, esperienza, responsabilità pubblica e passione politica.”
Il Dipartimento di Studi Umanistici si unisce “con partecipazione al dolore dei familiari, delle colleghe, dei colleghi, delle allieve e degli allievi, e di tutte le persone che hanno condiviso con Laura Balbo un tratto di strada, nella ricerca, nell’insegnamento, nelle istituzioni, nell’amicizia. Nel ricordarla con gratitudine, ne onora il contributo alla sociologia italiana, alla cultura democratica del Paese e alla storia dell’Università di Ferrara.”
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