Decessi anomali nel reparto di Oculistica a Cona. La Procura richiede il rinvio a giudizio per quattro medici chirurghi.

Decessi anomali nel reparto di Oculistica a Cona. La Procura richiede il rinvio a giudizio per quattro medici chirurghi. 1

Si registra una svolta significativa nell’inchiesta riguardante le morti sospette delle pazienti Gabriella Cimatti, 81enne di Forlì, e Mara Cremonini, 70enne di San Pietro in Casale, nel Bolognese, avvenute a luglio 2023, nell’arco di ventiquattro ore, dopo il medesimo intervento di chirurgia oftalmica presso l’ospedale Sant’Anna di Cona.

La Procura di Ferrara, dopo aver effettuato accertamenti medico-legali e concluso le indagini sui ventidue operatori sanitari coinvolti, ha presentato quattro richieste di rinvio a giudizio nei confronti di quattro membri dell’équipe medico-chirurgica. Tra questi figurano il primo chirurgo e altri tre medici, tutti assistiti dall’avvocato Marco Linguerri. A loro viene contestata, a vario titolo, l&#8217ipotesi di cooperazione colposa in in ambito sanitario, in relazione alle condotte tenute in sala operatoria.

Per gli altri diciotto inizialmente indagati è stata invece richiesta l’archiviazione: ciò include tre membri della stessa équipe (avvocato Marco Linguerri), undici tra infermieri e Oss (avvocato Gianni Ricciuti), tre anestesisti (avvocato Giuseppe Moretti) e un medico oculista (avvocato Michele Ciaccia).

“Anche se non ho ancora ricevuto la copia formale della richiesta di archiviazione, mi sento particolarmente soddisfatto. Mi aspettavo questo esito favorevole per i miei assistiti, poiché molti di loro non hanno commesso alcuna violazione o irregolarità a livello penale o civile, ma hanno addirittura operato con maggiore scrupolo e professionalità rispetto a quanto avrebbero potuto. Quindi la pazienza alla fine ripaga” è il commento dell’avvocato Gianni Ricciuti.

In particolare, ai quattro indagati per i quali è stato richiesto il processo, il pubblico ministero Andrea Maggioni contesta, per colpa generica, caratterizzata da negligenza, imprudenza e imperizia, il mancato rispetto delle buone pratiche clinico-assistenziali durante i due interventi di vitrectomia con endoresezione tumorale.

Secondo l’accusa, l’équipe avrebbe impiegato il perfluorottano – un liquido operatorio, simile a una resina protettiva, iniettato nell’occhio in sostituzione del corpo vitreo per consentire l’esecuzione dell’intervento chirurgico – senza impedirne il passaggio nella circolazione sistemica delle due pazienti. Queste, poche ore dopo, a causa della trasformazione della sostanza da liquida a gassosa, avrebbero subito un’embolia polmonare gassosa con conseguenze fatali.

I due interventi erano stati programmati per il 27 luglio 2023, quando una dopo l’altra, alle 11 e poi alle 15, dopo l’anestesia totale, le due donne erano state operate per patologie oncologiche a un occhio.

Dopo gli interventi, entrambe le pazienti, una volta risvegliatesi, avrebbero manifestato un malore. Cimatti è deceduta il 27 luglio, poco dopo il risveglio nel reparto di Oculistica; Cremonini, inizialmente rianimata, è morta all’1 del 28 luglio, dopo essere stata trasferita nel reparto di e Anestesia.

Poiché i due decessi non sarebbero stati segnalati tempestivamente all’autorità giudiziaria, una delle salme era già stata restituita ai familiari ed era in procinto di essere cremata. Le operazioni furono interrotte dall’intervento degli agenti della Squadra Mobile dopo il funerale. Sull’altra salma era stata invece eseguita una prima autopsia, ma non in ambito medico-legale. Per chiarire i presunti ritardi nella comunicazione, la Procura ha avviato un secondo filone di indagine parallelo con l’ipotesi di depistaggio, con nove iscrizioni nel registro degli indagati.

 

 

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