Due attivisti denunciati dalla Questura sono stati prosciolti dal giudice per mancanza di prove.

Due attivisti denunciati dalla Questura sono stati prosciolti dal giudice per mancanza di prove. 1

Erano stati segnalati dalla Questura di Ferrara per “manifestazione non autorizzata” in relazione al corteo indetto dai propal l’8 ottobre 2025. In quella giornata, in tutta Italia e nel resto del mondo, erano stati organizzati, in meno di 24 ore, presidi e manifestazioni per esprimere dissenso contro il genocidio in e contro gli attacchi illegali da parte di Israele nei confronti della Freedom Flotilla.

Ad essere indagati erano stati il portavoce di Ferrara per la Palestina e un altro attivista. Al termine delle indagini, il pubblico ministero aveva richiesto l’archiviazione del caso per tenuità del fatto.

Richiesta alla quale l’avvocato dei due, Bernando Gentile, si era opposto, chiedendo invece l’archiviazione totale per infondatezza della ‘notitia criminis’, richiesta che è stata accolta dal gip.

“Digos e Questura erano stati avvisati della manifestazione da un nostro portavoce – si legge in una nota di Ferrara per la Palestina -. Non ci era stato imposto alcun divieto da parte della Questura, né prima né durante lo svolgimento della manifestazione”.

Tuttavia, dopo alcuni mesi, “abbiamo appreso che il nostro portavoce e un’altra persona che ha preso parte alla manifestazione sono stati denunciati”.
“Ancora una volta hanno cercato di colpire la solidarietà – denuncia l’associazione -. Ancora una volta abbiamo difeso, per noi e per l’intera città, il diritto a manifestare liberamente”.

A questo punto Ferrara per la Palestina solleva alcune domande pubbliche: “è corretto che la Digos denunci individui che non hanno commesso alcun illecito? È ancora possibile protestare liberamente contro le decisioni del governo, contro un genocidio, contro la guerra, contro le ripetute e gravi violazioni del diritto internazionale?”.

“Oggi in Italia – prosegue la nota – ci troviamo in un clima di repressione, ulteriormente accentuato dai D.L. “sicurezza”, con cui il Governo sta cercando di annullare il diritto di manifestare, il diritto alla protesta e al dissenso. Anche il Csm e la Suprema Corte di Cassazione hanno sollevato forti dubbi di incostituzionalità riguardo a questi decreti liberticidi”.

“Esprimiamo solidarietà a tutte le persone colpite dalla repressione che, come noi, lottano per la Palestina – conclude la nota -. Non ci lasceremo intimidire, non abbiamo timore. Continuiamo a combattere con serietà e orgoglio, fino a quando non cesserà il genocidio, fino a quando la Palestina non sarà libera”.

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