Coperion. Madeo (FdI): “Il Comune deve intervenire prontamente”
La consigliera comunale Iolanda Madeo (Fratelli d’Italia) ha presentato una mozione a favore dei dipendenti della Coperion Italia, il noto stabilimento industriale situato in via Erasmo da Rotterdam, per il quale la proprietà ha comunicato l’inizio della procedura di licenziamento collettivo, con il concreto rischio di perdere circa 80 posti di lavoro.
Dalle informazioni raccolte finora, la scelta dell’azienda non sembra essere legata a una crisi economica: Coperion appare infatti come un’impresa solida, con ordini attivi e un know-how tecnologico di alta qualità, sviluppato in decenni di operatività nel territorio ferrarese.
Secondo quanto ricostruito, la decisione di chiudere lo stabilimento sarebbe motivata da logiche di rendimento finanziario a breve termine, senza che siano state precedentemente considerate alternative come la vendita del ramo d’azienda o l’ingresso di nuovi partner industriali interessati a rilevare l’impianto.
“Si tratta di un’azienda in attivo, con personale qualificato e ordini in corso: per questo la decisione comunicata suscita particolare preoccupazione – afferma Madeo –. Dietro agli 80 posti di lavoro ci sono famiglie, competenze accumulate in anni di attività e un indotto locale che merita attenzione. Il polo manifatturiero ferrarese ha un ruolo strategico, per le eccellenze industriali presenti sul territorio e per le politiche di sviluppo e competitività delle imprese. Ritengo sia opportuno che il Comune si attivi, per quanto di sua competenza, per sostenere questa vertenza”.
Con la mozione approvata oggi, il Consiglio comunale impegna sindaco e giunta a intervenire con urgenza presso la Regione Emilia-Romagna e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’apertura di un tavolo di confronto permanente con l’azienda e le organizzazioni sindacali; a supportare ogni iniziativa utile a evitare la cessazione dell’attività e a tutelare l’occupazione; a monitorare costantemente l’evoluzione della vertenza, mantenendo informato il Consiglio comunale; e, nel caso in cui la chiusura si rivelasse inevitabile, a promuovere un percorso di reindustrializzazione del sito in grado di attrarre nuovi investimenti e favorire il reinserimento dei lavoratori.
La procedura di licenziamento collettivo darà inizio a una trattativa sindacale della durata di 45 giorni, con la conclusione dell’iter prevista per settembre.
“Comprendiamo le logiche industriali, ma riteniamo sia fondamentale esplorare ogni alternativa possibile prima di una decisione di questo tipo, a partire dalla cessione a un altro operatore, prima di giungere alla chiusura – conclude la consigliera –. Spero che le istituzioni, a tutti i livelli, seguano con attenzione questa situazione, per supportare al meglio, in questa fase delicata, lavoratori e territorio”.
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