Inizio del processo per Natalino Buzzi, accusato di stalking nei confronti di Di Gaetano padre.

Inizio del processo per Natalino Buzzi, accusato di stalking nei confronti di Di Gaetano padre. 1

Natalino Buzzi è chiamato a rispondere di stalking aggravato nei confronti di Giuseppe Di Gaetano, uno dei due condannati in primo grado a ventotto anni per la ‘mattanza’ avvenuta al bar Big Town di via Bologna, dove fu brutalmente assassinato suo figlio, il 43enne Davide. Dopo il rinvio a giudizio dell’individuo, ieri (20 aprile) pomeriggio, il processo ha avuto inizio con la prima udienza dibattimentale davanti al giudice Luca Turchetti, il quale, dopo aver accolto le varie prove, ha rimandato a una data successiva la prosecuzione del procedimento.

In particolare, la Procura di Ferrara accusa Buzzi – assistito dall’avvocato Andrea Zamperlin – di aver perpetrato ripetute molestie e minacce di morte nei confronti di Giuseppe e Vito Mauro Di Gaetano, attraverso interventi online pubblicati dopo l’episodio di sangue e nelle fasi iniziali del processo in Corte d’Assise.

Al centro del procedimento, secondo la ricostruzione degli inquirenti, ci sono tre video pubblicati sul profilo Facebook di Natalino Buzzi, un commento a un articolo di cronaca e una fotografia. Quest’ultima, scattata in aula da una mano non identificata, ritraeva proprio Giuseppe Di Gaetano, nonostante il divieto imposto dai giudici della Corte d’Assise del tribunale di Ferrara di diffondere immagini che rendessero riconoscibili i volti dei due imputati, per evitare tensioni in un momento già di per sé delicato.

Nei video pubblicati sulla bacheca online e finiti sotto la scrutinio degli inquirenti, Buzzi commentava l’omicidio del figlio, con toni severi e minacciosi che avevano rapidamente suscitato numerosi consensi e commenti da parte della sua cerchia social. Proprio tali pubblicazioni erano state esaminate dalla Procura di Ferrara, che aveva riscontrato un possibile carattere intimidatorio nei confronti degli imputati. Il tutto era ulteriormente aggravato dalla diffusione della fotografia, violando le disposizioni impartite.

Unica parte civile nel procedimento è Giuseppe Di Gaetano, assistito dagli avvocati Stefano Scafidi e Giulia Zerpelloni, mentre Vito Mauro ha deciso di non costituirsi. Si torna in aula il 25 settembre.

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