I Musei Nazionali di Ferrara annunciano la nuova stagione di esposizioni di arte contemporanea 2026 del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, un programma espositivo che, a partire da giugno, trasformerà gli ambienti del museo in uno spazio di interazione tra linguaggi moderni, patrimonio storico e ricerca interdisciplinare.
La programmazione si articola in tre distinti progetti espositivi che combinano pittura, fotografia, installazione e ricerca visiva, sottolineando l’intenzione del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara di aprirsi sempre di più al dialogo con la contemporaneità e di rafforzare un progetto culturale in grado di collegare memoria storica, pratiche artistiche e territorio.
La stagione si inaugura con Ngarrpiya Dreaming – Il sogno dell’Octopus, mostra personale dell’artista ferrarese Valentina Rizzo, conosciuta come VAVA, visitabile dal 7 giugno al 31 agosto e realizzata con il patrocinio del Comune di Ferrara. L’esposizione trae origine da un’esperienza di viaggio e ricerca che si è protratta per oltre cinque anni tra Australia e Nuova Zelanda, durante la quale l’artista ha avuto modo di immergersi in culture indigene, paesaggi ancestrali e luoghi remoti. Il progetto si traduce in un percorso immersivo che unisce pittura, memoria e spiritualità attraverso grandi tele, pigmenti naturali e composizioni materiche. Al centro della narrazione si trova la figura simbolica dell’Octopus, alter ego visionario dell’artista e metafora di trasformazione, resilienza e connessione con il mondo naturale. Le opere sono state create all’interno di un progetto di residenza artistica sviluppato tra gli spazi di Factory Grisù e il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, che diventa così non solo sede espositiva, ma anche luogo di produzione, ricerca e dialogo tra patrimonio storico e arte contemporanea.
Dal 6 settembre all’8 novembre, il museo ospiterà Labirintica – itinere mentis, mostra dell’artista Marisa Zattini. Il progetto presenterà oltre duecento labirinti interpretati come simboli di conoscenza, trasformazione e percorso interiore. Attraverso forme spiraliformi e strutture evocative, la mostra sviluppa un’indagine poetica e visiva sul tema del viaggio mentale e della complessità dell’esperienza umana, instaurando al contempo un dialogo con il giardino di Palazzo Costabili, che dagli anni Cinquanta ospita nel grande labirinto in bosso uno dei suoi elementi più rappresentativi e identitari.
Nel mese di ottobre avrà inoltre inizio Cesure. Lines of Fracture, progetto espositivo realizzato in collaborazione con il collettivo Cesura. La mostra offrirà una riflessione sul rapporto tra immagine, spazio urbano e memoria contemporanea attraverso materiali fotografici e interventi visivi capaci di mettere in dialogo il linguaggio della fotografia documentaria con il patrimonio storico del museo e con il territorio cittadino. Il progetto sarà accompagnato da attività culturali e momenti di approfondimento dedicati alla fotografia contemporanea e alla partecipazione pubblica.
Con questa nuova programmazione, i Musei Nazionali di Ferrara confermano il percorso avviato negli anni precedenti con mostre e interventi dedicati all’arte contemporanea, continuando il lavoro di valorizzazione del patrimonio storico attraverso il confronto con le pratiche artistiche attuali. Il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara si afferma così come un luogo di ricerca culturale interdisciplinare e produzione artistica contemporanea.