Oltre 800 persone hanno partecipato all’evento “I Popoli Antichi Raccontano”

Si è conclusa con una partecipazione che ha superato le previsioni la prima edizione di “I Popoli Antichi Raccontano”, l’evento dedicato alla ricerca, alla divulgazione e all’archeologia sperimentale che ha avuto luogo il 5 e 6 giugno nel Chiostro di San Paolo a Ferrara.

Durante le due giornate, oltre 800 visitatori hanno partecipato all’evento, interagendo con rievocatori, archeologi sperimentali e divulgatori provenienti da varie regioni italiane. Il pubblico ha avuto l’opportunità di intraprendere un viaggio attraverso millenni di civiltà, osservando da vicino tecniche, strumenti, abbigliamento, arti e conoscenze delle comunità storiche tramite dimostrazioni pratiche, esposizioni, attività educative e momenti di approfondimento.

L’evento, patrocinato dal Comune di Ferrara e organizzato da Clan Luksarnon APS nell’ambito dell’omonimo progetto culturale, ha riunito gruppi di rievocazione, studiosi, ricercatori e appassionati con l’intento di rendere la conoscenza del passato accessibile attraverso esperienze dirette e il dialogo con il pubblico.

Il programma ha incluso anche momenti di approfondimento focalizzati sull’archeologia sperimentale e sulla ricostruzione delle tecnologie storiche, tra cui l’intervento dell’archeotecnico Mauro Cesaretto, uno dei principali divulgatori italiani nel settore.

“Particolarmente rilevante – comunicano gli organizzatori – è stato il coinvolgimento delle nuove generazioni, che costituiva uno degli obiettivi principali del progetto. Nato nell’ambito delle politiche giovanili e rivolto in particolare alla fascia di età tra i 18 e i 35 anni, “I Popoli Antichi Raccontano” mirava a avvicinare i giovani alla conoscenza del passato e del patrimonio culturale attraverso esperienze dirette, attività pratiche e occasioni di dialogo con studiosi e rievocatori”.

“I risultati ottenuti – concludono – durante le due giornate sembrano confermare il raggiungimento di questo obiettivo. Secondo le stime degli organizzatori, circa tre quarti dei visitatori avevano meno di 35 anni. Anche tra i partecipanti attivi, dai rievocatori ai volontari coinvolti nell’iniziativa, la presenza giovanile è risultata particolarmente significativa, dimostrando come la valorizzazione del patrimonio culturale e archeologico possa rappresentare uno strumento efficace di partecipazione e crescita per le nuove generazioni”.

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