Presso il MAF si svolge l’esposizione fotografica “Stanze di tregua” a cura di Nicola Maccagnani.
Dal 7 giugno 2026, il MAF di San Bartolomeo in Bosco ospiterà la mostra fotografica “Stanze di tregua”, curata dal fotografo Nicola Maccagnani. Questa esposizione accompagnerà i visitatori durante il periodo estivo, mantenendo gli orari di apertura consueti: dal martedì al venerdì, dalle 9.00 alle 12.00 e nei festivi dalle 15.30 alle 18.30.
“Stanze di tregua” offre una lettura fotografica che ricostruisce aspetti della vita civile quotidiana durante la seconda guerra mondiale, mirata a evidenziare la ricerca di una normalità, anche domestica, attraverso piccoli ma significativi spazi di libertà “conquistati” per alleviare le drammatiche fasi dell’occupazione militare tedesca che si è verificata in Italia dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Non si tratta quindi di una celebrazione di eventi grandiosi, ma di una narrazione semplice ed efficace di piccoli “segni” di resistenza adottati dalla gente comune per affrontare la durezza di quell’occupazione.
Allestita negli spazi del MAF, la mostra si presenta come un percorso visivo di ricostruzione storica che affronta simbolicamente i comportamenti vissuti in ambienti quotidiani – abitazioni private, negozi o spazi per piccole attività – che si trasformano in veri e propri bastioni di resistenza psicologica.
In altre parole, si configura come un “viaggio visivo” di ricostruzione storica, realizzato in vari ambienti del MAF, che documenta simbolicamente i tentativi di sopravvivenza e resistenza della gente comune di fronte alla straordinaria durezza di un periodo storico caratterizzato da tragiche tensioni.
Il percorso espositivo di “Stanza di tregua” è composto da 30 immagini realizzate in collaborazione con il gruppo “Progetto 900”, noto a livello nazionale per le rievocazioni storiche di quel periodo.
Il cuore della mostra è rappresentato da esperienze esistenziali vissute negli spazi domestici e lavorativi dell’epoca, che squarciano il velo della paura.
Le immagini interagiscono tra loro per offrire al visitatore non solo una cronaca storica, ma anche un’esperienza emotiva universale: il bisogno umano di ritrovare se stessi attraverso la familiarità dei propri spazi.
A ingresso gratuito, “Stanze di tregua” sarà visitabile fino al 20 settembre prossimo.
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