La Feo’s Band compie un quarto di secolo

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Per festeggiare un quarto di secolo di esibizioni pubbliche, la Feo’S Band ha scelto La Rivana Garden dove venerdì 11 settembre, alle 21, si terrà un concerto il cui incasso sarà devoluto all’Unità di Strada della Caritas.

“Sì – spiega il gruppo – perché noi abbiamo sempre legato la nostra attività alla solidarietà. Siamo padri, mariti, fratelli e il tema della violenza femminile ci sta a cuore. Anche per questo ringraziamo La Rivana Garden, luogo di aggregazione simbolico del territorio, per averci accolto e dato questa opportunità”.

Il repertorio prevede cover di vari artisti: Vecchioni, Pfm, De André, Le Orme, Gaber, Bennato. Compresi ovviamente anche brani in inglese.

Nata nel 2001 a Mainarda – l’allora voce era quella di Daniele Palombo, che divenne poi sindaco e a seguire presidente Acer, che venerdì tornerà sul palco con il primo sassofonista, Gino Dondi  – la Feo’S band era ed è composta da amici vigaranesi e ferraresi che si ritrovavano a strimpellare al bar Feo. Da qui il nome, che vuole indicare radici e origini. Si esibiscono nel , Bolognese, Modenese. Con tappe anche in Ungheria, Francia e Germania, nelle realtà gemellate con Vigarano.

Spirito e affiatamento nel tempo non sono cambiati, a fronte di alcuni cambi e purtroppo scomparse.

Oggi “siamo più consapevoli e pur divertendoci e volendo fare divertire il pubblico cerchiamo di farlo con un impegno verso la collettività”. In un mondo in cui le band nascono e muoiono alla velocità della luce, in cui la musica pare essere solo mercato e chi la fa un prodotto dello stesso, la Feo’S band manda un messaggio anche educativo: “Non abbiamo mai cercato il successo, ci siamo spesso legati ad attività di solidarietà, ben consci che non è il nostro mestiere principale. Alla base di tutto c’è la relazione tra di noi, la condivisione. Se dovessimo dare un consiglio a chi oggi è giovane e ha il diritto di sognare, gli diremmo che passione e successo non necessariamente combaciano. Ma è senza passione e senza amicizie e senza identità che non si può vivere”.

Ingresso libero, presente un banchetto dell’Unità di Strada della Caritas. 

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