Tempo, salute e consapevolezza: un confronto tra filosofia e medicina alla biblioteca Ariostea
Un invito a riconsiderare il concetto di tempo al di là della sua mera dimensione cronologica, per esaminarne le implicazioni più profonde nella vita umana e nella malattia. Questo è il fulcro della conferenza “Tempo, malattia e filosofia”, che si terrà martedì 21 aprile alle ore 17 presso la biblioteca Ariostea.
L’evento, organizzato dall’Istituto Gramsci di Ferrara e dall’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, offre un percorso che unisce riflessione filosofica e casi clinici della neurologia moderna. Al centro della discussione si trova la frattura tra il tempo oggettivo della medicina – quantificabile e lineare – e quello soggettivo della sofferenza, che viene vissuto e spesso non può essere ridotto a parametri scientifici.
A condurre il dibattito saranno Giuseppe De Vita e Caterina Simoncello, che partiranno dal dualismo cartesiano per esplorare il confine tra il corpo concepito come macchina e il corpo esperito. Un confine che si manifesta in modo emblematico in fenomeni come l’arto fantasma o la sindrome di Cotard, dove la percezione di sé si scontra con i dati oggettivi della clinica.
Attraverso il confronto con il pensiero fenomenologico e le teorie delle scienze cognitive, il dialogo metterà in evidenza come la malattia non possa essere considerata semplicemente un guasto da riparare, ma rappresenti piuttosto una chiave per accedere alle strutture profonde della coscienza. Riferimenti a filosofi come Maurice Merleau-Ponty e alle prospettive neurofilosofiche di Antonio Damasio arricchiranno un confronto che intende restituire alla medicina una dimensione interpretativa più ampia.
Il tema della temporalità si rivela così come un elemento cruciale: non solo misura del cambiamento biologico, ma esperienza vissuta che definisce il legame tra individuo e mondo. In questa ottica, la cura si configura come ascolto del “tempo della vita”, in cui cuore e cervello tornano a interagire in un’unità originaria.
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