“Tramas”: presso la Galleria del Carbone, l’opera di Mery Godigna Collet esplora il rapporto tra memoria, linguaggio e innovazione tecnologica.

"Tramas": presso la Galleria del Carbone, l'opera di Mery Godigna Collet esplora il rapporto tra memoria, linguaggio e innovazione tecnologica. 1

Arriva alla Galleria del Carbone di Ferrara “TRAMAS: Materia, Memoria e Presagio”, il nuovo progetto artistico di Mery Godigna Collet, un’esperienza che combina arte visiva, scrittura e installazione sonora per riflettere sul futuro del linguaggio e della memoria nell’era della tecnologia digitale.

L’inaugurazione si terrà venerdì 5 giugno alle 17.30, mentre la mostra sarà aperta al pubblico fino a domenica 7 giugno, ogni giorno dalle 17 alle 20. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Ferrara e dal Comune di Voghiera.

Il fulcro del progetto è la presentazione del libro “TRAMAS”, accompagnata da un’installazione video caratterizzata da linee ondulate in costante movimento e da un paesaggio sonoro realizzato su frequenze beta che avvolge l’area espositiva. Un piedistallo bianco sostiene il testo dell’artista, invitando i visitatori a sostare, leggere e meditare.

L’opera scaturisce da una domanda tanto semplice quanto profonda: quale direzione sta prendendo l’umanità in un presente dominato dalla tecnologia? Attraverso frasi brevi, frammenti di pensiero e un linguaggio ridotto all’essenziale, Godigna Collet rappresenta la metamorfosi della comunicazione contemporanea, influenzata dall’immediatezza dei social media, dall’intelligenza artificiale e da una progressiva semplificazione del discorso.

Secondo l’artista, il linguaggio costituisce una delle più significative rivoluzioni della storia umana poiché è strettamente connesso alla capacità di costruire memoria, percepire il mondo e sviluppare pensieri complessi. «La memoria è ciò che siamo», afferma, ponendo al centro della sua indagine il rischio di una crescente perdita di profondità comunicativa.

L’installazione crea così un’atmosfera sospesa, quasi ipnotica, dove presenza e assenza, fisico e virtuale, passato e futuro si intrecciano. In questo contesto, TRAMAS si configura come un atto di resistenza culturale contro l’omologazione del discorso e la rapidità del consumo digitale, invitando a riscoprire il valore della lentezza, della materia e della memoria.

Un percorso artistico che non fornisce risposte definitive, ma solleva interrogativi sul nostro tempo e sulla trasformazione dell’esperienza umana, in un mondo che – come suggerisce l’artista – appare sempre più come «un mondo nuovo, in cui siamo tutti stranieri e non sappiamo dove siamo diretti».

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