Aziende di Ferrara: progressi nella digitalizzazione e nelle esportazioni, ma ampi spazi di crescita restano.

Aziende di Ferrara: progressi nella digitalizzazione e nelle esportazioni, ma ampi spazi di crescita restano. 1

Le aziende nei territori di Ravenna e Ferrara presentano una solida base di presenza digitale e una crescente apertura verso i mercati internazionali, ma mostrano ancora ampi spazi di miglioramento nella gestione strategica degli strumenti digitali e nell’integrazione dei processi. Questo è quanto risulta dall’analisi effettuata su diversi dataset riguardanti digitalizzazione, social media, export e utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte di Promos Italia in collaborazione con la Camera di commercio di Ferrara-Ravenna.

Se ne è discusso durante la prima tappa del Roadshow “DigIT Export Day”, un evento focalizzato sull’export digitale organizzato da Promos Italia, l’Agenzia del Sistema Camerale per l’Internazionalizzazione delle Imprese, in sinergia con la Camera di commercio di Ferrara-Ravenna.

“Siamo lieti di aver ospitato oggi il primo incontro del roadshow italiano DigIT Export Day – ha affermato Paolo Govoni, vice presidente della Camera di Commercio di Ferrara Ravenna, aprendo i lavori – e ringrazio Promos Italia per aver scelto Ferrara, insieme a e Cosenza, come sede di un evento di rilevanza nazionale concepito per assistere e supportare le imprese nella pianificazione e attuazione di una strategia digitale, un elemento oggi essenziale per raggiungere la massima competitività sui mercati internazionali. Innovazione ed export rappresentano le due leve di crescita per le aziende, che insieme contribuiscono a un incremento del fatturato di quasi 4 punti percentuali, rafforzandosi reciprocamente. Sono 2500 le aziende esportatrici a Ferrara e Ravenna, ma molte altre potrebbero rapidamente unirsi a questo gruppo se adeguatamente supportate, poiché, pur avendo tutti i requisiti per affacciarsi ai mercati internazionali, spesso non riescono a farlo autonomamente o lo fanno solo sporadicamente. L’intelligenza artificiale – ha concluso il vice presidente della Camera di commercio – non “fa export” al posto dell’impresa; tuttavia, permette di prendere decisioni migliori e più tempestive: riduce l’incertezza, accelera i tempi e rende più preciso il dialogo con partner e clienti esteri. Con dati ben organizzati, regole chiare e una supervisione competente, diventa uno strumento per passare dalla curiosità internazionale a un vero e proprio ventaglio di opportunità verificabili.”

“La prima tappa del roadshow DigIT Export Day rappresenta un momento particolarmente rilevante perché ci permette di partire dai territori, ascoltare le aziende e accompagnarle in un percorso concreto di crescita internazionale – ha sottolineato Giovanni Rossi, direttore generale di Promos Italia – I dati emersi confermano che ci sono basi solide: le aziende sono attive online e mostrano una buona apertura verso i mercati esteri. Tuttavia, è sempre più evidente come il vero salto di qualità derivi da un utilizzo strategico e integrato del digitale. Il digitale non è più un’opzione accessoria, ma una leva fondamentale per competere sui mercati globali. Significa saper interpretare i dati, utilizzare in modo efficace marketplace e strumenti di intelligenza artificiale, pianificare contenuti e relazioni con i clienti in modo strutturato – ha concluso Rossi – È proprio in questa direzione che Promos Italia intende continuare a supportare le aziende, fornendo competenze, strumenti e accompagnamento operativo. Questo roadshow nasce con l’intento di trasformare la consapevolezza in azione, aiutando le imprese a passare da una presenza digitale diffusa a una strategia digitale realmente orientata ai risultati e all’export.”

La ricerca restituisce un panorama imprenditoriale dinamico: il 50% delle aziende opera sui mercati esteri in modo strutturato, mentre un ulteriore 30% esporta in modo occasionale. Parallelamente, l’80% delle aziende dispone di un sito web in più lingue, segno di una chiara apertura internazionale. Tuttavia, l’uso dei canali digitali a supporto dell’export risulta ancora non pienamente sistematico e spesso affianca, senza integrarli completamente, strumenti più tradizionali come fiere e reti commerciali.

Dal punto di vista della maturità digitale, il campione si distribuisce su livelli differenziati: il 30% delle aziende presenta un livello avanzato, il 50% intermedio e il 20% ancora basso. Le aziende più strutturate sui mercati esteri sono anche quelle con una maggiore maturità digitale, confermando il legame diretto tra capacità di presidio dei canali digitali e performance internazionale.

L’analisi evidenzia come le principali criticità non riguardino tanto la presenza online, quanto la capacità di gestirla in modo strategico. Strumenti come buyer personas e segmentazione del target sono ancora poco utilizzati, i piani editoriali risultano spesso assenti o discontinui e la gestione delle interazioni resta prevalentemente manuale. Anche l’uso di advertising digitale e marketplace appare limitato, mentre l’adozione dell’intelligenza artificiale è ancora in fase sperimentale e frammentata.

Analoghe evidenze emergono dall’analisi dei social media: le aziende hanno già una presenza attiva su più piattaforme, utilizzano contenuti multilingue e fanno ampio uso di formati video e audiovisivi. Tuttavia, spesso manca un approccio strutturato orientato ai risultati, con un monitoraggio ancora debole dei KPI e una limitata integrazione tra contenuti, dati e obiettivi di business.
Nonostante queste criticità, il quadro complessivo mette in evidenza importanti elementi di forza. Le aziende mostrano una buona consapevolezza degli obiettivi di branding e relazione, un crescente interesse verso l’intelligenza artificiale e una base di strumenti digitali già diffusa. Esistono quindi condizioni concrete per evolvere verso modelli più avanzati, basati su segmentazione, e utilizzo più efficace dell’advertising digitale.

In sintesi, il territorio si colloca in una fase intermedia di maturità: le fondamenta sono presenti, ma il salto di qualità richiede un potenziamento della componente strategica, organizzativa e commerciale. La sfida non è più “essere digitali”, ma diventarlo in modo pienamente integrato e orientato ai risultati, valorizzando il digitale come leva strutturale per la competitività e lo sviluppo sui mercati internazionali.

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