Condanne superiori ai cinque anni per indurre adolescenti a pratiche sessuali mediante compensi monetari.
Un 50enne di Ferrara è stato condannato a cinque anni, cinque mesi e dieci giorni per violenza sessuale aggravata e prostituzione minorile nei confronti di ragazzi che, al momento dei fatti, avevano tra i 14 e i 17 anni. I giovani, secondo l’accusa, venivano inizialmente avvicinati tramite contatti su WhatsApp o incontri casuali, per poi organizzare appuntamenti in cui l’uomo li persuadeva a intrattenere rapporti sessuali in cambio di denaro, variabile tra 10 e 30 euro.
La sentenza del gup Nadia Buttelli del tribunale di Bologna è stata emessa nella giornata di lunedì 13 aprile, dopo che la Procura aveva richiesto una condanna per il 50enne a una pena inferiore ai tre anni.
Tutto è iniziato a ottobre 2025, quando un minorenne, assistito dagli avvocati Eleonora Baldi e Michele Cavallini, ha sporto denuncia contro un coetaneo accusato di revenge porn per aver diffuso un’immagine che lo ritraeva in situazioni intime con altre persone. Interrogato dagli inquirenti, il giovane ha rivelato dettagli inquietanti su un incontro avvenuto qualche mese prima, ad agosto, con un adulto. In quell’occasione, ha indicato un 50enne ferrarese con cui entrambi avrebbero compiuto atti sessuali in cambio di denaro – le testimonianze parlano di 20 euro a testa – all’interno di una stanza di un centro ricreativo-sociale, di cui l’uomo aveva le chiavi.
Queste dichiarazioni hanno consentito ai carabinieri di avviare le indagini nei confronti dell’attuale imputato. I militari del 112 hanno monitorato il veicolo, effettuato appostamenti e iniziato a seguirlo. Inoltre, hanno esaminato i filmati delle telecamere installate dentro e fuori il centro e utilizzato intercettazioni telefoniche e ambientali per ricostruire il quadro accusatorio nei confronti dell’uomo. L’attività investigativa ha portato a risultati positivi: tra ottobre e novembre 2025, i carabinieri sono riusciti a documentare almeno quattro episodi ai danni di sei ragazzi, tutti minorenni e in situazioni di grande vulnerabilità. Il più giovane aveva 14 anni, mentre il più grande ne aveva 17.
In un’occasione, il 31 ottobre, a uno di loro, un 15enne, con la scusa di spostare un mobile dietro compenso, l’uomo avrebbe toccato le cosce con un gesto repentino.
A metà dello scorso novembre, è avvenuta una svolta. I carabinieri hanno arrestato il 50enne, mettendogli le manette e recuperando da un ragazzo, uscito pochi minuti prima dal centro, 30 euro come pagamento per aver avuto con lui un rapporto sessuale. Una volta concluse le indagini, il pm Andrea De Feis della Procura di Bologna ha richiesto un giudizio immediato per il 50enne, che, essendo incensurato e attualmente agli arresti domiciliari, è stato condannato a oltre cinque anni di carcere e al pagamento di una provvisionale di 5mila euro per l’unica parte civile costituita, ovvero il giovane che ha avuto il coraggio di denunciare quanto stava accadendo.
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