Camera di Commercio Ferrara Ravenna: entro il 2028 il 74% delle medie imprese investirà nel digitale e il 71% nel green
Tra il 2026 e il 2028, il 74% delle medie imprese ferraresi e ravennati investirà nel digitale e il 71% nel settore green, ma tre imprese su quattro si scontrano con almeno un ostacolo nel portare avanti gli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità ambientale. A frenare sono soprattutto gli elevati costi iniziali da sostenere, seguono l’incertezza normativa e la necessità di destinare risorse ad altre priorità aziendali. È quanto emerge dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna sulla base del Report “Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica” realizzato da Unioncamere, dall’Area Studi di Mediobanca e dal Centro Studi Tagliacarne.
“La transizione digitale non è solo una questione di innovazione nel senso tecnologico del termine. Oggi digitalizzazione e sostenibilità non sono più un’opzione, ma un asset strategico fondamentale per garantire alle nostre imprese competitività e solidità nel tempo. Ciò implica, oggi più che mai, di fronte all’attuale contesto geopolitico, anche un ripensamento della governance pubblica e privata dell’economia e della gestione aziendale”. Così Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che ha aggiunto: “Oggi le imprese sono sempre più connesse: oggetti intelligenti, macchinari, sistemi gestiti da remoto, scambi di dati lungo la filiera. Questa evoluzione è una grande opportunità in termini di produttività e competitività, ma aumenta anche la superficie esposta ad attacchi informatici, mettendo a rischio asset tecnologici, produttivi e informativi. Per questo la cybersicurezza non è più un tema solo tecnico: è un rischio d’impresa. La sfida è trasformare la sicurezza in una pratica di gestione quotidiana”.
In tale prospettiva si muove il Bando della Camera di commercio per l’acquisto di servizi di consulenza, formazione e tecnologie in ambito 5.0 e per la transizione verde. Tra le spese ammissibili, quelle riferite ad investimenti in tecnologie 5.0 quali robotica avanzata e collaborativa; manifattura additiva e stampa 3D; soluzioni di cyber security e business continuity, soluzioni tecnologiche digitali di filiera e per il coordinamento dei processi aziendali, sistemi gestionali integrati. Particolare attenzione è rivolta anche a progetti per lo sviluppo di modelli produttivi orientati alla qualità e alla sostenibilità, ad esempio la realizzazione di piani di miglioramento energetico, studi di fattibilità per progetti di riqualificazione energetica, acquisizione del servizio esterno di Energy Manager o formazione finalizzata al conseguimento della qualifica di Energy manager per risorse interne. L’intensità del contributo della Camera di commercio è del 50% rispetto alle spese con un tetto massimo di 5.000 euro.
Tornando al Rapporto di Unioncamere, a pesare significativamente sui piani di investimento in digitale e green è pure la carenza di competenze interne e manageriali adeguate, segnalata dal 25,3% delle medie imprese. In particolare, è crescente l’interesse verso le tecnologie Net-Zero. Nel triennio 2026-2028, il 41% di queste realtà investirà in tecnologie per la transizione verde e la decarbonizzazione contro il 39,8% del triennio precedente.
I principali fattori che limitano gli investimenti nella digitalizzazione e sostenibilità ambientale (quota % di Medie Imprese) Fonte: Indagine Centro Studi Tagliacarne-Unioncamere, 2026

Per qualsiasi informazione sul bando è possibile rivolgersi all’Ufficio Punto impresa digitale della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna (e-mail [email protected] – sito www.fera.camcom.it).
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