Cia Ferrara: “Se il prezzo del gasolio raggiunge i 3 euro, è preferibile interrompere le coltivazioni”

“Le operazioni di raccolta di pomodoro da industria, cereali primaverili e pere sono attualmente in corso e nei campi la preoccupazione non riguarda solo i danni produttivi causati da eventi estremi, come grandinate e siccità, ma anche l’incessante incremento dei costi di produzione”. È l’allerta lanciata da Massimo Piva, presidente di Cia-Agricoltori Italiani Ferrara, il quale afferma che “se il prezzo del gasolio dovesse raggiungere i 3 euro al litro, sarebbe preferibile interrompere l’attività”.

Massimo Piva (presidente Cia Ferrara) e Stefano Calderoni (ex presidente Cia Ferrara)

Un allerta che l’associazione agricola attribuisce a varie analisi condotte da esperti e a un’intervista a Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, pubblicata nei giorni scorsi. Marsiglia, spiegano, “ha delineato uno scenario che l’associazione considera estremamente preoccupante, in cui il gasolio potrebbe arrivare a 3 euro al litro in pochi mesi, a meno che non si verifichi una de-escalation geopolitica nello Stretto di Hormuz”.

Nel frattempo, il prezzo del greggio si attesta tra i 92 e i 93 dollari al barile, e attualmente il costo medio del gasolio alla pompa è di 2,099 euro al litro sulla rete stradale, cifra che beneficia ancora del taglio temporaneo di 17 centesimi sulle accise fino al 25 agosto. Per il gasolio agricolo nella provincia di Ferrara, la media degli ultimi giorni, che varia in base al fornitore e ai quantitativi acquistati, può oscillare tra 1,20 e 1,50 euro/litro, rispetto ai 0,75-0,80 euro/litro del 2025, quindi fino al 50% in meno.

“Ci preoccupa la possibilità, che sembra concreta – afferma Piva – del gasolio a 3 euro, poiché ciò comporterebbe un aumento quasi certo anche del carburante agevolato, che potrebbe manifestarsi proprio in autunno, durante la lavorazione dei terreni e la raccolta di alcune importanti orticole del territorio”.

“Per un agricoltore che deve affrontare i danni climatici e prezzi di mercato poco remunerativi, vedere crescere in modo esponenziale i costi non solo del gasolio, ma anche quelli energetici, poiché nell’articolo si menzionano anche stime sul gas a 63 euro/MWh, sarebbe un vero disastro. In questo contesto, la Regione Emilia-Romagna ha previsto un’integrazione straordinaria fino al 50% del quantitativo di gasolio agricolo assegnato alle aziende che hanno già esaurito la quota, per le richieste presentate entro il 31 agosto”.

Un supporto che il presidente di Cia-Ferrara definisce “significativo, ma non sufficiente, poiché ci sono troppi fattori che riducono, se non annullano, i margini che un’azienda agricola deve avere per rimanere a galla”. “Ritengo – prosegue – anche all’importante indotto del pomodoro da industria, che quest’anno sta attraversando un periodo molto difficile, poiché molte aziende sono state colpite dalle forti grandinate di luglio e poi da settimane di temperature superiori alla media. Per chi vedrà ridotte o annullate le rese, dopo aver investito anche 8-9 mila euro per ettaro, ogni euro in più speso per il carburante, ma anche per le operazioni colturali anch’esse aumentate in modo esponenziale, peserà come un macigno sul reddito aziendale”.

“Credo – conclude Piva – che ormai si possa parlare senza alcun dubbio di emergenza continua e quando un’emergenza è così, non è più tale ma diventa danno strutturale. Sappiamo che non si può fare molto per modificare gli equilibri internazionali, ma chiediamo al nostro Governo una grande e profonda attenzione al nostro settore e una riflessione seria: vogliamo continuare a produrre in Italia? Vogliamo perseguire l’autosufficienza alimentare? Sono domande cruciali alle quali occorrerà rispondere non tra due o tre anni, ma nei prossimi mesi, per comprendere quale prospettiva e quale supporto concreto offrire alle nostre aziende e all’agricoltura del nostro territorio. Perché altrimenti l’unica scelta imprenditoriale possibile sarà non coltivare più”

RomaUSA