Coperion, nuovo tavolo in Regione: i sindacati proclamano 40 ore di sciopero

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Nuovo confronto sulla vertenza Coperion al tavolo di crisi della Regione Emilia-Romagna, ma le distanze tra azienda e sindacati restano. Al termine dell’incontro, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato un nuovo pacchetto di 40 ore di sciopero, da articolare nei prossimi giorni.

L’incontro faceva seguito al tavolo di crisi regionale del 3 2026 ed è stato il primo confronto dopo la rottura del tavolo sindacale dello scorso 1° settembre, conclusosi senza un accordo. Al centro della vertenza restano le richieste delle organizzazioni sindacali di ritirare la procedura di licenziamento collettivo e di affidare a un consulente un mandato per individuare prospettive in grado di garantire la continuità occupazionale e industriale sul territorio.

La nuova mobilitazione arriva dopo lo sciopero del 9 settembre, proclamato dai lavoratori a seguito dell’esito negativo dell’incontro del primo settembre.

Nel corso del confronto in Regione, secondo quanto riferito da Cgil, Cisl e Uil, la dirigenza Coperion ha prospettato per la prima volta l’ipotesi di affidare a un advisor un mandato per la reindustrializzazione del sito. Si tratta, sottolineano i sindacati, di un’apertura che finora non era stata formalmente messa sul tavolo.

“Per la prima volta dall’inizio della crisi, la controparte ha pronunciato la parola ‘reindustrializzazione'”, spiegano le organizzazioni sindacali, che tuttavia giudicano ancora “fumosi, ambigui e privi di concretezza” i contorni dell’eventuale incarico.

Cgil, Cisl e Uil chiedono in particolare di conoscere quale sarà il mandato dell’advisor e quali compiti gli verranno concretamente affidati. Per questo hanno formalmente richiesto un incontro con il consulente, con l’obiettivo di approfondire gli incarichi previsti e le prospettive industriali per lo stabilimento.

Resta però irrisolto il nodo principale della vertenza: il ritiro della procedura di licenziamento collettivo. Per i sindacati si tratta della “precondizione indispensabile” per garantire la continuità del sito e consentire l’attivazione di un ammortizzatore sociale che possa dare all’advisor tempi adeguati per lavorare a un’ipotesi di reindustrializzazione.
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Su questo punto, riferiscono ancora Cgil, Cisl e Uil, l’azienda non avrebbe modificato la propria posizione, mantenendo la disponibilità a una sospensione temporanea di 60 giorni nell’invio delle lettere di licenziamento, a partire dalla conclusione della fase amministrativa.

Una proposta che i sindacati considerano insufficiente. “Una dilazione temporale del tutto insufficiente”, sostengono, dietro la quale ci sarebbe il timore che l’allungamento dei tempi possa consentire alla società di completare le commesse attualmente in consegna e procedere successivamente con i licenziamenti. Si tratta, precisano le organizzazioni, di una loro valutazione sul significato della proposta aziendale.

Le organizzazioni sindacali hanno quindi espresso “profonda insoddisfazione” per l’esito del confronto. Preso atto della distanza tra le parti, l’assessore regionale Paglia ha chiesto alla società di riconsiderare le richieste avanzate dai sindacati e ha annunciato la convocazione di un nuovo tavolo entro una settimana.

Cgil, Cisl e Uil chiedono ora che dal prossimo incontro arrivino “risposte chiare, definitive e non più rinviabili”. Parallelamente, resta attesa la convocazione urgente presso il tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

Al termine dell’incontro, la delegazione sindacale ha riferito l’esito del confronto alle lavoratrici e ai lavoratori riuniti in presidio sotto i palazzi della Regione Emilia-Romagna. Secondo quanto riferito dalle organizzazioni, l’assemblea ha espresso preoccupazione e rabbia per l’incertezza legata al futuro occupazionale dello stabilimento.

Le aperture sulla reindustrializzazione, spiegano Cgil, Cisl e Uil, sono state considerate ancora insufficienti a rassicurare i lavoratori e le loro famiglie. Da qui la decisione dell’assemblea di proseguire lo stato di agitazione e di proclamare un nuovo pacchetto di 40 ore di sciopero, che sarà articolato nei prossimi giorni.

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