RemTech e l’esperienza ferrarese della Castello Green House

di Tommaso Piacentini
Transizione energetica e territorio. All’interno della XX edizione di RemTech Expo uno dei temi che è stato al centro della tre giorni dedicata al confronto tra istituzioni, imprese e ricerca sulla tutela e la trasformazione del territorio, è stato sicuramente quello della transizione green. Grande importanza in questo senso è stata conferita a Leewy, il progetto coordinato da Sipro e dedicato alle Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer), tra i cui protagonisti spicca il progetto tutto ferrarese della Castello Green House, una delle prime comunità energetiche rinnovabili in forma cooperativa in Italia, presieduta da Massimo Buriani.
Buriani, come è nata l’idea della Castello Green House?
Alla fine del 2022, la cooperativa abitativa Castello ha deciso di promuovere la costituzione di una Cer (Comunità di Energia Rinnovabile), formalizzata il 30 aprile 2024 con la denominazione “Cer Cooperativa Castello Green House”. La Cer opera come cooperativa a scopo mutualistico, perseguendo benefici ambientali, economici e sociali per i soci, la comunità e il territorio. L’attività si concentra sulla produzione e gestione di energia rinnovabile in modo sostenibile e partecipativo – utilizzando principalmente le coperture degli edifici della cooperativa Castello e dei magazzini aziendali – sull’acquisto e la vendita di beni e servizi energetico-ambientali alle migliori condizioni economiche per i soci, nonché sul
miglioramento delle condizioni materiali e culturali dei soci stessi e delle loro famiglie.
La principale funzione della Cer è quella della produzione e dell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, in particolare da pannelli fotovoltaici. Dove verranno installati?
Le installazioni sono, per circa il 65%, già operative: nella zona del Doro abbiamo 5 edifici con i pannelli e un altro edificio dove c’erano pannelli installati grazie al superbonus. Abbiamo poi la zona di Ippolito Nievo, dove ci sono 70 kWp di impianto per un condominio di 120 abitanti. Poi abbiamo Coccanile con 30 kWp, Tamara con altri 20 kWp, Malborghetto altri 20 kWp. Tutti questi impianti sono già stati installati. Rimangono da completare la zona Villa Fulvia con altri 40 kWp e la zona di via Ravera, dove verranno installati altri 40 kWp di proprietà della Cer. Per farla breve, saranno installati impianti fotovoltaici per un totale di 638 kWp sui tetti degli edifici.
A questi si aggiungono gli altri impianti messi al servizio della Cer e realizzati dalle imprese che hanno aderito alla comunità energetica. Il progetto Castello si esaurirà nel giro di 2-3 mesi con l’installazione degli impianti sui tetti dove c’è disponibilità: esauriti quelle superfici la Cer affronterà con proprie risorse e finanziamenti.
Da dove derivano questi finanziamenti?
Per quanto riguarda la Cer, i finanziamenti ce li dà Banca Etica che è collegata a un progetto chiamato Respira. Il progetto, insieme a Banca Etica e Coopfond, serve a finanziare, con la partecipazione del capitale di Coopfond, la realizzazione di impianti fotovoltaici a tassi agevolati delle cooperative che si costituiscono come Cer.
Per quanto riguarda la Castello i finanziamenti derivano direttamente da Banca Etica. A questi si aggiungono gli investimenti diretti che sta facendo la Cer.
La Cer, quindi, sarà come un contenitore in cui confluiranno la Castello e gli altri investitori…
Con la differenza che gli impianti rimangono di proprietà degli investitori: gli impianti vengono semplicemente messi al servizio della Cer per poi condividere l’energia che viene prodotta in eccesso ai soci.
Quindi la sfida sarà trovare i consumatori?
Esatto, il beneficio della Gse (il gestore dei servizi energetici che promuove e incentiva l’efficientamento energetico ndr) deriva dal fatto che l’energia prodotta dagli impianti viene consumata. La sfida sarà trovare i consumatori che consumino in tempo reale, cioè mentre viene prodotta l’energia, quell’energia prodotta in eccesso. Per la Castello, per esempio, il 45% dell’energia prodotta viene utilizzata per le spese energetiche del condominio e il 55% viene messo in rete. È quel 55% che è messo a disposizione della Cer: nel caso della Castello i beneficiari sono gli stessi soci che hanno partecipato alla Cer.
Come si entra, quindi, a far parte della Cer?
Il consumatore persona fisica entra con 50 euro di capitale sociale. Il consumatore persona giuridica entra con circa 100 euro. Il produttore, cioè colui che ha l’impianto, ha una quota che varia da 100 a 1000 euro, con una quota legata alla dimensione dell’impianto.
I condomini come ente giuridico non possono far parte della Cer e questa è una grande limitazione. Noi riusciamo a far aderire i nostri condomini perché sono tutti proprietà della Castello, non sono entità giuridiche autonome.
In conclusione, l’obiettivo principale quello dell’efficientamento energetico…
Quando dico che per il caso della Castello abbiamo il 45% del consumo coperto da autoproduzione elettrica dico già che è un risultato importante, misurato per ora solo su 4 impianti.
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