Da Goro a Rimini: collaborazione per la salvaguardia del mare e della pesca.
Un investimento di quasi un milione di euro, azioni strategiche lungo l’intera costa romagnola e, in particolare, una solida collaborazione che mette in risalto le eccellenze locali. Questi sono i pilastri di Ecoadria-Restor (Restoration of Adriatic Marine Resources and Ecosystems), un progetto presentato per il bando europeo Tasc-RestoreMed, finalizzato al recupero degli ecosistemi costieri e alla protezione delle comunità che da essi dipendono.
Il capofila è Legacoop Emilia-Romagna, che ha creato una rete ben radicata nel territorio: unendo le forze per salvaguardare l’Adriatico ci sono l’Università di Ferrara, Delta 2000/Galpa Costa dell’Emilia-Romagna e il Consorzio Mediterraneo. A questa rete di eccellenza locale si aggiunge il know-how internazionale della fondazione spagnola Fundamar di Vigo.
L’annuncio giunge alla vigilia della Giornata Mondiale degli Oceani 2026 (lunedì 8 giugno), il cui tema “Reimagine” richiede di riconsiderare con urgenza il legame con il mare. Gli oceani producono la metà dell’ossigeno necessario e nutrono tre miliardi di persone, ma sono costantemente minacciati dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep), ogni giorno una quantità di plastica equivalente a 2.000 camion della spazzatura finisce negli ecosistemi acquatici.
Grazie alle indagini preliminari effettuate con il progetto Farclimate (Programma Horizon Europe), i partner hanno individuato le sfide più significative per il settore ittico regionale, ponendo particolare attenzione sulla Sacca di Goro e sul Compartimento Marittimo di Rimini. Ecoadria-Restor è stato concepito per fornire risposte concrete alla piccola pesca artigianale e all’acquacoltura: dalla drastica diminuzione di specie ittiche bersaglio (come seppie e lumachine) fino alla vera e propria emergenza del granchio blu, che negli ultimi anni ha praticamente azzerato la produzione di vongole veraci a Goro.
“Con Ecoadria-Restor offriamo una risposta sistemica a una crisi senza precedenti per i nostri mari. Abbiamo posto i territori al centro, unendo la forza della cooperazione, la ricerca dell’Università di Ferrara e l’esperienza di Delta 2000 e Consorzio Mediterraneo per non lasciare soli pescatori e acquacoltori. In linea con il tema “Reimagine” dell’Onu, intendiamo rigenerare la costa dell’Emilia-Romagna: la transizione ecologica e l’adattamento climatico devono tradursi in nuove opportunità di sviluppo e in un ecosistema più resiliente da Goro a Rimini”, afferma Christian Maretti, responsabile del settore Agroitticoalimentare di Legacoop Emilia-Romagna.
Ecoadria-Restor si colloca all’interno della più ampia missione Ue “Ripristinare i nostri oceani e le nostre acque entro il 2030”. Se approvato e finanziato, le attività operative prenderanno avvio entro la fine del 2026, coinvolgendo attivamente cooperative, comuni, scuole e cittadini.
Il piano di interventi si attua a tutti i livelli lungo le filiere produttive: dal monitoraggio e valorizzazione del granchio blu al ripristino delle aree nursery delle vongole nella Sacca di Goro, passando per la sperimentazione di acquacoltura sostenibile basata sulla policoltura di mitili e ostriche, fino all’implementazione di interventi specifici per la riproduzione naturale di seppie e lumachine di mare lungo l’intera costa, alla creazione di habitat artificiali per aumentare la biodiversità marina e alle iniziative di monitoraggio partecipato e Citizen Science, per unire pescatori, acquacoltori, subacquei e studenti nella cura del proprio mare.
I commenti sono chiusi.