Ferrara vanta 24 aziende di eccellenza nel settore manifatturiero, con ricavi superiori a 101 milioni.

Nel territorio ferrarese, sono 24 le aziende manifatturiere che fanno parte del gruppo “Controvento”, ovvero quelle realtà in grado di conseguire risultati economici superiori alla media anche in situazioni difficili e contraddistinte da elevata incertezza. Questo è confermato dalla settima edizione dell’Osservatorio “Controvento: le aziende che guidano il Paese”, realizzato da Nomisma in collaborazione con Crif e Cribis.

Le 24 imprese identificate nella provincia di Ferrara generano complessivamente 101,5 milioni di euro di fatturato e rappresentano l’avanguardia più competitiva del settore manifatturiero provinciale, distinguendosi per crescita, redditività e capacità di generare valore.

L’analisi a livello regionale mette in luce come in Emilia-Romagna le aziende “Controvento” siano 566, corrispondenti al 6% dell’intero panorama manifatturiero eleggibile. Queste aziende impiegano quasi 35mila lavoratori e producono oltre 20,3 miliardi di euro di fatturato, pari al 15,3% del totale della manifattura regionale. Ancora più significativo è il contributo in termini di valore aggiunto, che supera gli 8,2 miliardi di euro e rappresenta quasi il 23% del totale regionale.

La classifica emiliano-romagnola colloca Bologna al primo posto per numero di aziende altamente performanti con 121 realtà, seguita da Modena con 113, Parma con 82 e Reggio Emilia con 72. Modena guida invece la graduatoria per volume di fatturato generato dalle imprese “Controvento”, con 7,8 miliardi di euro, davanti a Bologna con 6,3 miliardi.

Secondo l’Osservatorio, questo fenomeno non è di natura congiunturale, ma riflette una trasformazione strutturale del sistema produttivo. Le aziende “Controvento” rappresentano infatti una porzione limitata in termini numerici, ma concentrano una parte significativa della ricchezza prodotta: a livello regionale generano oltre un terzo dell’Ebitda della manifattura e quasi un quarto del valore aggiunto.

Tra i fattori che spiegano queste performance spiccano la capacità di crescere mantenendo alti livelli di redditività, la propensione agli investimenti, l’innovazione e il posizionamento sui mercati internazionali. Un ruolo fondamentale è ricoperto anche dalla dimensione aziendale, che consente di affrontare con maggiore solidità le fasi di volatilità economica e di presidiare filiere produttive ad alto valore aggiunto.

L’Osservatorio sottolinea inoltre l’importanza strategica di settori come automotive e meccanica avanzata, che continuano a costituire i principali motori della competitività manifatturiera regionale. Una leadership che, secondo gli esperti, dovrà essere sostenuta nei prossimi anni attraverso ulteriori investimenti in innovazione, digitalizzazione e transizione tecnologica.

L’indagine, promossa da Nomisma, Crif e Cribis, identifica le aziende “Controvento” esclusivamente sulla base di indicatori economico-finanziari, senza considerare dimensione, localizzazione geografica o settore di appartenenza, con l’intento di mettere in evidenza i modelli imprenditoriali più resilienti e capaci di generare valore nel lungo periodo.

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