Imprenditoria. A Ferrara, tra aprile e giugno, sono state fondate 93 nuove aziende.
Il secondo trimestre del 2026 evidenzia la solidità del sistema imprenditoriale ferrarese. Nel periodo compreso tra aprile e giugno, il bilancio tra nuove aperture e chiusure di aziende è positivo per 93 unità, frutto di 384 iscrizioni e 291 cessazioni volontarie (escludendo le cancellazioni d’ufficio). Il tasso di crescita sale al +0,30%, superando il +0,26% registrato nello stesso periodo del 2025 e portando il totale delle imprese registrate nel Registro Imprese della provincia di Ferrara a 30.894. Inoltre, durante il trimestre, le imprese artigiane hanno registrato 156 nuove iscrizioni e 123 cessazioni, con un saldo netto di +33 unità e un tasso di crescita del +0,42%, portando il totale a 7.962 imprese. Questi sono i principali dati che emergono sull’andamento demografico delle imprese nel secondo trimestre dell’anno, dall’analisi statistica effettuata dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, basata sulle informazioni del Registro delle Imprese.
“Le imprese – ha osservato Paolo Govoni, vice presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna – si trovano attualmente in una fase decisiva. La crescente concorrenza globale, la mancanza di competenze specialistiche, la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento e l’aumento delle pressioni normative richiedono un nuovo paradigma di Intelligenza Artificiale che sia affidabile, sovrana e centrato sulla persona. La sfida non consiste solo nell’adottare nuove tecnologie, ma nella capacità delle imprese di valorizzare i propri dati e di collaborare lungo le filiere. L’obiettivo della Camera di commercio – ha concluso Govoni – è rendere l’innovazione accessibile e scalabile. I segnali che riceviamo dalle imprese e i numerosi casi d’uso già emersi confermano che questa è la direzione corretta per generare valore diffuso e duraturo”.
La crescita del trimestre è principalmente sostenuta dal settore delle costruzioni (+31 imprese) e dai servizi, tra cui spiccano, per saldo netto, le attività di servizi di alloggio e ristorazione (+18 unità), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+17), le attività amministrative e i servizi di supporto (+11) e gli altri servizi (+11). In termini assoluti, registrano una crescita anche le industrie manifatturiere (+13), le attività immobiliari (+9), la consulenza informatica (+9), le attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+4), la sanità (+4) e la fornitura di energia elettrica e gas (+4). Aumentano di 1 unità anche il trasporto e magazzinaggio, l’istruzione, l’amministrazione pubblica e la fornitura d’acqua. Dall’altro lato, l’agricoltura mostra una leggera diminuzione, sebbene pari a solo -0,08% (5 imprese in meno), seguita dal commercio (-6 unità), dal credito (-2) e dalle attività editoriali (-1).
L’analisi per forme giuridiche conferma una tendenza ormai consolidata: le società di capitali continuano a essere la componente più dinamica del tessuto imprenditoriale ferrarese; con un saldo positivo di 66 unità (derivante da 101 iscrizioni e sole 35 cessazioni) registrano un tasso di crescita del +0,9%. Le imprese individuali aumentano di 28 unità (+0,2%). Continua la flessione delle società di persone, che chiudono il trimestre in territorio negativo, con un saldo di -2 attività (-0,04%) ed è l’unica forma giuridica in contrazione.
Aumentano le imprese giovanili (+2,85%, corrispondente a un saldo netto tra iscrizioni e cessazioni pari a +62 unità), con un tasso di crescita relativo che risulta significativamente più elevato rispetto al totale delle imprese. In espansione anche le imprese straniere (+1,38% e saldo pari a +51 unità) e le imprese femminili con 22 attività in più e un tasso trimestrale positivo pari a +0,30%, in linea con il tasso trimestrale dell’intera struttura imprenditoriale locale. Si osserva un lieve rallentamento della crescita per tutte e tre le tipologie, rispetto all’anno precedente.
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