L’approvazione finale del Regolamento europeo riguardante le Nuove Tecniche Genomiche (Ngt) segna un momento storico per l’agricoltura europea e rappresenta il riconoscimento di una lotta che Confagricoltura sostiene da tempo, schierandosi fermamente a favore della scienza, dell’innovazione e del progresso.
Le Ngt, note anche come Tea (Tecniche di Evoluzione Assistita), costituiscono una delle frontiere più avanzate dell’innovazione in agricoltura. Queste tecniche permettono di sviluppare varietà più resistenti a malattie, parassiti e stress climatici attraverso interventi specifici sul patrimonio genetico delle piante, senza l’inserimento di geni esterni. In sostanza, consentono di accelerare processi di miglioramento che potrebbero avvenire naturalmente, fornendo agli agricoltori strumenti più efficaci per una produzione sostenibile e competitiva.
“Accogliamo con grande entusiasmo questo voto – afferma la presidente di Confagricoltura Ferrara, Claudia Guidi – poiché finalmente l’Europa compie un passo concreto verso un’agricoltura più moderna, sostenibile e competitiva. È una decisione che valorizza l’evidenza scientifica e che restituisce agli agricoltori strumenti essenziali per affrontare le sfide produttive, climatiche ed economiche dei prossimi anni”.
Confagricoltura ha sostenuto con fermezza il percorso che ha condotto all’approvazione del Regolamento, rivendicando con orgoglio una posizione chiara e coerente: promuovere l’innovazione per fornire alle aziende agricole soluzioni concrete in grado di aumentare la produttività, ridurre i costi e rafforzare la competitività sui mercati. “Abbiamo sempre ritenuto che la sostenibilità ambientale debba andare di pari passo con quella economica – aggiunge Guidi. – Per troppo tempo il dibattito sull’innovazione genetica in agricoltura è stato influenzato da approcci ideologici. Oggi queste nuove tecniche genomiche possono invece permettere di sviluppare varietà più resistenti alle malattie, agli stress climatici e alla siccità, garantendo produzioni più stabili e performanti. Questo significa utilizzare meno agrofarmaci, ridurre gli interventi in campo e ottimizzare l’uso delle risorse produttive.”
Per le aziende agricole locali, le conseguenze potrebbero essere particolarmente rilevanti. Un minor numero di trattamenti e passaggi con i mezzi agricoli comporta infatti una diminuzione dei costi legati all’acquisto di prodotti tecnici, al consumo di carburante e all’impiego di manodopera, con vantaggi diretti sulla redditività aziendale e sull’impatto ambientale delle produzioni.
“Le Tea non rappresentano una scorciatoia, ma uno strumento avanzato che consente di migliorare ciò che la natura già offre attraverso la ricerca e l’innovazione – conclude Guidi. – In un contesto caratterizzato da cambiamenti climatici sempre più estremi, nuove fitopatie e crescente concorrenza internazionale, privare gli agricoltori di queste opportunità avrebbe significato condannare il settore a perdere competitività. Oggi invece si apre una nuova fase che può consentire alle nostre imprese di produrre di più, produrre meglio e valorizzare ulteriormente le eccellenze agricole italiane.”
Confagricoltura Ferrara auspica ora una rapida implementazione del nuovo quadro normativo affinché la ricerca possa continuare senza ostacoli e le innovazioni giungano rapidamente nelle aziende agricole, trasformandosi in opportunità concrete di crescita, sostenibilità e reddito per tutto il settore.