Maltempo, Confagricoltura Ferrara: “Positivo l’arrivo delle nuove risorse regionali, ma le aziende necessitano di norme chiare e minori adempimenti burocratici”

Maltempo, Confagricoltura Ferrara: “Positivo l'arrivo delle nuove risorse regionali, ma le aziende necessitano di norme chiare e minori adempimenti burocratici” 1

Le recenti grandinate che hanno colpito ripetutamente il territorio ferrarese hanno causato danni enormi e hanno riportato alla ribalta una questione cruciale per le aziende agricole: come gestire un rischio climatico che è diventato strutturale, in grado di compromettere non solo il reddito di un’intera stagione, ma anche la capacità delle imprese di rimanere competitive negli anni a venire.

Per Confagricoltura Ferrara, la gestione del rischio non è più considerata solo uno degli strumenti a disposizione degli agricoltori, ma una condizione essenziale per proseguire l’attività imprenditoriale.

L’organizzazione accoglie con favore l’aumento delle risorse deciso dalla Regione Emilia-Romagna. Nell’ambito dell’assestamento di bilancio 2026, sono previsti ulteriori 4,5 milioni di euro per il biennio 2026-2027, destinati alle aziende agricole per la promozione dell’agroalimentare e per contribuire alla riduzione dei costi delle polizze assicurative contro i danni causati dagli eventi climatici. Questa decisione si aggiunge alle risorse già stanziate dalla Regione per potenziare la prevenzione e la capacità delle aziende di tutelare le proprie produzioni.

«Oggi, proteggere il reddito delle aziende agricole significa, innanzitutto, metterle in condizione di gestire un livello di rischio notevolmente cambiato – afferma Claudia Guidi, presidente di Confagricoltura Ferrara –. Una grandinata può annullare in pochi istanti mesi di lavoro e investimenti. Tuttavia, il problema non è solo il danno immediato, ma anche la capacità dell’impresa di continuare a sostenere i costi di produzione, gli investimenti, i dipendenti e i finanziamenti, pianificando la stagione successiva».

Tuttavia, secondo Confagricoltura Ferrara, la questione non può essere risolta solo aumentando le risorse disponibili. È necessaria una revisione globale del sistema di gestione del rischio e, più in generale, del contesto in cui le aziende agricole operano. «Le aziende non necessitano solo di maggiori risorse: hanno bisogno di certezze. È fondamentale conoscere in anticipo la percentuale del contributo pubblico sulle polizze, i tempi e le modalità di erogazione delle agevolazioni e le regole su cui basare la programmazione degli investimenti. Non possiamo chiedere agli agricoltori di assumere impegni a lungo termine e, allo stesso tempo, costringerli a operare in un contesto in continua evoluzione».

La necessità di un sistema stabile si estende anche agli strumenti tecnici essenziali per la produzione. «Consideriamo la disponibilità dei principi attivi e degli agrofarmaci necessari per garantire la resa e la qualità delle colture. Non è sostenibile eliminare una sostanza senza che esista un’alternativa realmente efficace, accessibile e a costi contenuti. La transizione verso modelli produttivi sempre più sostenibili è fondamentale e vogliamo essere protagonisti di questo processo – sottolinea Guidi –, ma deve essere supportata dalla ricerca, dall’innovazione e da soluzioni concrete. Altrimenti, si rischia di chiedere alle imprese di produrre di più con strumenti sempre più limitati».

La stessa logica, secondo Confagricoltura Ferrara, deve applicarsi anche alla burocrazia. «Non possiamo discutere di competitività e resilienza se continuiamo a incrementare gli oneri per gli agricoltori. Ogni nuova norma, ogni obbligo e ogni sistema di registrazione dovrebbero essere valutati anche in base al tempo e ai costi che impongono alle aziende. Oggi, le imprese devono affrontare simultaneamente i cambiamenti climatici, la volatilità dei mercati, l’aumento dei costi di produzione e un numero crescente di adempimenti. È giunto il momento di alleggerire concretamente questo carico».

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