Officine Padovani, un secolo e settanta anni di tradizione ora nel Registro delle Imprese Storiche
Dal ferro di cavallo forgiato sull’incudine alle lavorazioni meccaniche e all’assistenza tecnica su attrezzature e macchinari agricoli, senza mai trascurare il valore del lavoro artigianale e della famiglia. È una storia che si estende per oltre 170 anni quella delle Officine Padovani Snc di Ferrara, azienda associata alla Cna di Ferrara, recentemente inserita nel Registro nazionale delle Imprese Storiche, un albo promosso da Unioncamere per mettere in luce le aziende che hanno saputo attraversare generazioni mantenendo viva la propria attività.
Il 4 agosto, il riconoscimento è stato conferito dal vice presidente della Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna, Paolo Govoni, a Sergio Padovani e ai figli Gianno e Mauro, attuali proprietari dell’azienda, insieme ai figli di Gianni, Nicolò e Federico, attualmente studenti dell’istituto Navarra.
L’azienda ha origini nel 1853, quando fu fondata dal fabbro Francesco Padovani. Simbolo dell’attività familiare e della continuità dell’impresa è l’incudine, ancora presente in officina e realizzata nel 1903: “Su questa incudine – spiega Sergio – io ci sono praticamente nato. Mio padre ha ferrato i cavalli fino agli anni Cinquanta. Da bambino osservavo quell’incudine che mi sembrava altissima. Ho iniziato a lavorare che facevo la quinta elementare, insieme a mio padre e a mio fratello maggiore: mi facevano fare le verniciature. In officina si lavorava e si mangiava, si passava lì tutta la giornata.”
Fino al 2007, l’attività era una ditta individuale; successivamente è stata trasformata nell’attuale società in nome collettivo. Nel corso degli anni è cresciuta e si è evoluta, diventando oggi un’azienda di eccellenza che esegue lavorazioni sofisticate con attrezzature all’avanguardia, senza dimenticare l’importante contributo del lavoro manuale: “Ci sono lavorazioni – spiega Sergio – in cui i sistemi automatici, anche quelli guidati dall’intelligenza artificiale, non possiedono la sensibilità delle mani di un artigiano.”
Gianni Padovani è entrato in officina nel 1986, all’età di 14 anni, subito dopo la terza media. Parallelamente ha coltivato la passione per la musica con una propria band, i Carichi Sospesi. Mauro Padovani, invece, è entrato in azienda dopo aver conseguito il diploma all’alberghiero e completato il servizio militare. Oggi Sergio osserva con soddisfazione il lavoro dei figli: “Eccome se sono soddisfatto. Hanno preso in mano l’azienda e stanno portando avanti quello che abbiamo costruito.”
Uno dei temi più importanti per la famiglia Padovani è la formazione. L’azienda accoglie studenti in stage e negli anni ha ospitato anche ragazzi provenienti da paesi esteri come la Polonia. “Si trovano bene con noi,” raccontano con soddisfazione. Gianni, che possiede i patentini da saldatore e svolge attività di formazione nel settore, è convinto che ai giovani debbano essere offerte opportunità: “Abbiamo incontrato ragazzi con ottime capacità. Bisogna dare loro possibilità concrete.”
Anche Mauro sottolinea l’importanza di coinvolgerli nel lavoro quotidiano, responsabilizzandoli e facendoli crescere all’interno dell’officina.
Sergio aggiunge che la saldatura continua a esercitare un fascino particolare sui giovani. “Tutti i ragazzi finiscono per appassionarsi – dice – Prendere due o tre pezzi di ferro e costruire qualcosa con le proprie mani è una soddisfazione enorme.”
Paolo Govoni, vice presidente della Camera di Commercio di Ferrara, ha concluso sottolineando l’importanza di valorizzare, attraverso il registro delle imprese storiche, le aziende familiari che sfidano il tempo: “È un’iniziativa alla quale teniamo moltissimo, perché racconta l’identità delle aziende e del territorio. Dietro queste imprese ci sono storie di famiglia, passione, solidarietà e valori che si trasmettono di generazione in generazione.”
Govoni ha ricordato che le imprese familiari sono spesso quelle più solide e longeve e rappresentano un patrimonio economico e sociale da valorizzare.
“Le imprese che funzionano sono uno strumento di progresso sociale. Questo riconoscimento vuole essere anche un esempio per le nuove imprese e per i giovani che iniziano oggi un’attività.”
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