Prezzi del carburante in aumento, preoccupazione tra gli agenti di commercio: “Pericolo di insostenibilità”
“Basta così: l’aumento dei prezzi dei carburanti sta gravando pesantemente sulla nostra categoria e sta riducendo in modo significativo i profitti degli agenti di commercio”. Questo è il messaggio chiaro espresso da Andrea Cavalieri Foschini, presidente di Afarc-Usarci Ferrara (agenti e rappresentanti di commercio), che parla a nome di oltre 1.500 agenti operanti nella provincia e, in generale, di una categoria che comprende circa 220.000 professionisti in tutta Italia.
“La federazione nazionale Usarci, insieme ad altre organizzazioni sindacali, ha già presentato al Governo un documento congiunto per richiedere il riconoscimento di un credito d’imposta del 20% sui costi del carburante, una misura già prevista per altre categorie. Si tratta di una richiesta concreta e indispensabile”. Gli agenti di commercio costituiscono un elemento chiave dell’economia italiana: “Siamo il collegamento fondamentale dell’intero sistema commerciale, contribuendo in modo significativo a oltre il 70% del Pil. Ogni anno percorriamo tra i 50.000 e i 60.000 chilometri per garantire la continuità delle relazioni tra le imprese e il mercato. L’aumento dei costi del carburante influisce direttamente sulla sostenibilità del nostro lavoro”.
Una categoria già sotto pressione a causa di diverse problematiche che ora si trova ad affrontare un ulteriore aggravio: “Parlo a nome di tutti, sia degli associati di Afarc Ferrara che dei non associati. Gli agenti di commercio hanno contribuito alla crescita economica del Paese fin dal dopoguerra e continuano a essere attori fondamentali della filiera commerciale”.
Infine, un avviso chiaro alle istituzioni: “Non siamo una categoria incline alla protesta, non abbiamo mai considerato l’idea di scendere in piazza. Tuttavia, oggi la situazione è cambiata: se non arriveranno risposte concrete, siamo pronti a far sentire la nostra voce anche attraverso azioni più incisive”.
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