Ps Cona. Fp Cgil: “Una crisi di lungo periodo che continua da anni”

Ps Cona. Fp Cgil: “Una crisi di lungo periodo che continua da anni” 1

“Un problema che persiste da anni e che è in crescita”. La Funzione Pubblica della Cgil denuncia, a seguito degli ultimi eventi che hanno fatto notizia a livello locale nella settimana di ferragosto, come il Pronto soccorso dell’ospedale di Cona sia “da tempo scenario di una crisi strutturale e sociale costante”.

Nei giorni antecedenti al 15 agosto, al Pronto soccorso di Cona si sono verificati ripetuti episodi di disturbo da parte di alcune persone che, dopo essere state portate in ospedale a seguito di interventi del 112, avrebbero fatto continue richieste a pazienti e personale, arrivando persino a sottrarre oggetti personali ai malati in barella. Le stesse persone avrebbero anche minacciato e aggredito verbalmente gli operatori, rendendo necessario in più occasioni l’intervento delle forze dell’ordine e il loro allontanamento dalla struttura.

“La struttura – chiarisce la Fp Cgil – è frequentemente visitata da individui che non vi accedono per necessità sanitarie, ma per emergenze sociali e di vario tipo: persone senza fissa dimora in cerca di riparo dal freddo o dal caldo e una barella su cui passare la notte; soggetti con problemi di dipendenza in cerca di sostanze; pazienti psichiatrici e vulnerabili lasciati ai margini, privi di una rete di supporto adeguata”.

“Ci riferiamo – aggiungono – alle persone più vulnerabili e invisibili della nostra società che, in assenza di risposte sul territorio, trovano nel Pronto Soccorso l’unico punto di riferimento sempre aperto a cui rivolgersi. Tuttavia, il Pronto Soccorso non dispone e non può disporre degli strumenti né della funzione per affrontare problematiche di natura socio-assistenziale.”

Di conseguenza, “quando la disperazione si trasforma in aggressività, la situazione diventa ingestibile, costringendo gli operatori a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine e mettendo a rischio la sicurezza di chi lavora e di chi si reca in ospedale per ricevere cure”.

La Funzione Pubblica della Cgil richiede che la sicurezza e la dignità del lavoro sanitario non siano affrontate “soltanto con misure emergenziali”.

Per questo motivo, il sindacato chiede il “coinvolgimento urgente di tutti gli attori istituzionali”. “Il Comune, i Servizi Sociali e la Politica locale – affermano – devono farsi carico prontamente di queste fragilità territoriali, creando percorsi di accoglienza e presa in carico specifici al di fuori del contesto ospedaliero”.

Alla direzione aziendale chiedono invece “di rendere esplicito e dettagliato il percorso organizzativo e di tutela annunciato a mezzo stampa e i progetti da attuare sulla fragilità in relazione all’istituzione del Dipartimento specifico neocostituito, comprese le attività formative dedicate”.

Inoltre, desiderano “un resoconto formale sulle azioni intraprese, delle misure concrete finora adottate per prevenire le aggressioni e garantire la protezione del personale sanitario”.

La Direzione delle Aziende Sanitarie di Ferrara aveva definito la situazione del Pronto soccorso come complessa e cronica, legata alla presenza di persone con fragilità, anche di natura psichiatrica e legate alle dipendenze, che in alcuni casi manifestano comportamenti antisociali, piccoli reati e aggressioni al personale sanitario. Si tratta di soggetti già noti ai servizi, per i quali sono stati tentati diversi percorsi di supporto senza risultati risolutivi.

L’Azienda aveva quindi sottolineato l’urgenza di un intervento coordinato tra sanità, istituzioni e autorità competenti, annunciando un confronto per definire una strategia comune finalizzata a prevenire le aggressioni e garantire sicurezza e continuità delle cure al Pronto soccorso.

I commenti sono chiusi.