Servizi educativi per la fascia 0-6 anni, i sindacati sollecitano la nuova dirigente a una revisione delle politiche.

Un cambiamento nella dirigenza e diverse questioni ancora irrisolte. Questo è il contesto descritto dalle organizzazioni sindacali e dalla Rsu del Comune di Ferrara a seguito della comunicazione ai dipendenti riguardante il passaggio di responsabilità nei Servizi Educativi 0-6. Il pedagogista Sandro Bastia, che ha diretto i servizi negli ultimi quattro anni, cede il suo incarico alla dirigente Cinzia Graps, già a capo del Settore Istruzione, Giovani e Sport.

Per i sindacati, questo cambiamento rappresenta un’opportunità per avviare subito una nuova fase di dialogo. “Il passaggio da un profilo tecnico nel settore educativo a una dirigenza con esperienza principalmente in altri settori rende necessario avviare immediatamente, all’interno di organizzazioni così articolate, un percorso di coinvolgimento attivo del personale e delle parti sociali”, affermano Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp, Rsu aziendale e Rsa del personale ausiliario somministrato.

Le organizzazioni sindacali hanno già richiesto alla nuova dirigente un incontro introduttivo per discutere delle “criticità storiche dei servizi” e identificare possibili soluzioni. Al centro delle preoccupazioni c’è, innanzitutto, il tema degli organici.

I sindacati riconoscono come “risultato molto significativo” le 33 nuove assunzioni effettuate tramite la stabilizzazione di educatrici e insegnanti, ma evidenziano che il bando per il nuovo concorso previsto dal documento di organizzazione e piano assunzioni del Comune non è ancora stato pubblicato. Questo bando dovrebbe permettere l’assunzione a tempo indeterminato di altre otto figure educative e, in particolare, la creazione di una nuova graduatoria per le supplenze.

Una graduatoria che, secondo le organizzazioni sindacali, sarebbe stata necessaria già per settembre. Il timore è che il ritardo possa tradursi in ulteriori difficoltà nella copertura delle sostituzioni, un problema già riscontrato negli anni passati.

Un’altra questione riguarda il personale ausiliario. Secondo i sindacati, le risorse destinate a queste figure non sarebbero adeguate a soddisfare le necessità dei nidi e a rispettare i rapporti numerici previsti dalla normativa. Attualmente, il personale è impiegato principalmente tramite agenzie interinali, una soluzione che le organizzazioni considerano meno vantaggiosa rispetto all’assunzione diretta.

L’internalizzazione, sostengono, consentirebbe di garantire maggiori tutele ai lavoratori e una maggiore stabilità del servizio. “Il personale ausiliario interinale riceve infatti una retribuzione inferiore, pur rappresentando un costo maggiore per l’Ente”, affermano i sindacati, evidenziando anche l’assenza degli scatti di anzianità e del monte ore necessario per partecipare ai momenti collegiali e formativi.

Le preoccupazioni aumentano in vista delle prossime settimane. Secondo le informazioni in possesso delle organizzazioni sindacali, l’assunzione di alcune collaboratrici necessarie già da settembre sarebbe stata posticipata a novembre. Inoltre, diverse lavoratrici avrebbero subito una riduzione dell’orario e ad altre non sarebbe stato rinnovato il contratto.

Il risultato, secondo Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp, Rsu e Rsa, sarebbe una diminuzione delle unità lavorative e delle ore di compresenza del personale educativo. “Da settembre, tra poche settimane, i servizi educativi rischiano quindi di riaprire in evidente carenza di organico, compromettendo la qualità educativa dichiarata nella Carta dei Servizi”, denunciano.

Nel documento si affronta anche il tema delle condizioni climatiche. Le organizzazioni sindacali ricordano i disagi riscontrati in numerose strutture a giugno e durante i centri estivi a causa dell’assenza o del malfunzionamento degli impianti di raffrescamento. “È fondamentale intervenire fin da ora per non ritrovarci la prossima estate nelle stesse condizioni”, affermano, richiamando i possibili effetti sulla salute e sulla sicurezza di bambini e personale.

Infine, il confronto richiesto alla nuova dirigente riguarda anche il futuro modello gestionale delle nuove strutture realizzate con i fondi Pnrr e dei nidi e delle scuole attualmente a gestione indiretta. Per i sindacati, la scelta tra appalto e concessione non può essere considerata già definita, ma deve essere valutata tenendo conto delle conseguenze organizzative, gestionali e occupazionali.

L’obiettivo indicato dalle organizzazioni è duplice: garantire la qualità dei servizi e, al contempo, tutelare il lavoro di chi vi opera. “Quello che Oo.Ss, Rsu e Rsa chiedono alla nuova Dirigente è di avviare da subito una stagione di ascolto, dialogo e confronto reale”, si legge nella parte finale del documento.

Una richiesta che, secondo le intenzioni di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp, Rsu aziendale e Rsa, dovrebbe tradursi in un “cambio di rotta” per i Servizi Educativi 0-6, evitando che le esigenze di contenimento della spesa possano prevalere sulla qualità dell’offerta educativa e sulle condizioni di lavoro.

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