Venditori ambulanti in declino: a Ferrara registrato un calo del 38% in cinque anni.

Venditori ambulanti in declino: a Ferrara registrato un calo del 38% in cinque anni. 1

Un numero ridotto di attività commerciali, ma una quantità di occupati che rimane pressoché invariata. Questa è la situazione del commercio a Ferrara, dove al 30 giugno 2026 le unità operative sono scese a 7.450, registrando una diminuzione del 3,5%, mentre gli addetti si attestano sostanzialmente stabili a 17.600, con un calo di appena lo 0,2%.

La contrazione è ancora più evidente nel commercio ambulante: nel 2025 gli esercizi attivi nella provincia erano 407, il 38% in meno rispetto al 2020. Questi dati collocano Ferrara all’interno della trasformazione delineata dal Rapporto 2026 sul commercio dell’Ufficio Studi Confcommercio: meno imprese, ma mediamente più grandi, strutturate e produttive.

A livello , negli ultimi sette anni il commercio al dettaglio ha visto una riduzione del 14,4% dei punti vendita, mentre il numero degli addetti è diminuito solo dell’1,8%. Questo divario, secondo il rapporto, evidenzia la crescita di aziende più strutturate e capaci di investire in innovazione, tecnologia e organizzazione.

Crescono l’e-commerce, le società di capitale e la produttività del lavoro, ma continua il ridimensionamento dei negozi di vicinato e del commercio ambulante, con ripercussioni sulla vitalità dei centri storici e sulla disponibilità di servizi nei quartieri.

Tuttavia, per Ferrara ci sono anche alcuni segnali incoraggianti. Secondo l’Osservatorio dell’Economia della Camera di Commercio Ferrara-Ravenna, migliora il saldo tra iscrizioni e cessazioni d’impresa, mentre le vendite del 2025 si sono chiuse con un lieve incremento dello 0,03%, sostenuto principalmente dalla grande distribuzione e dal settore alimentare.

Il settore dell’alloggio e della ristorazione si mantiene stabile. Al contrario, gli investimenti e le nuove assunzioni continuano a essere frenati dai costi elevati dell’energia e delle materie prime, insieme all’incertezza del contesto internazionale. Positivo è il contributo dell’imprenditoria straniera, femminile e giovanile, che continua a costituire una componente significativa del tessuto economico provinciale.

Tra i fattori che potrebbero favorire lo sviluppo del territorio, Confcommercio Ferrara menziona anche il recente via libera alla progettazione dell’ampliamento dell’autostrada A13 nel tratto Bologna-Ferrara. L’investimento di 280 milioni di euro prevede la realizzazione della terza corsia dinamica fino a Ferrara.

Questo intervento è considerato un’opportunità per migliorare i collegamenti, incentivare gli scambi commerciali e rendere la provincia più attrattiva per le imprese e i consumatori.

A commentare il quadro delineato dal Rapporto è il presidente provinciale Marco Amelio. “Il commercio non è in declino, ma sta subendo profondi cambiamenti – afferma -. Le imprese hanno dimostrato una straordinaria capacità di adattamento, investendo in organizzazione, tecnologia e produttività. Tuttavia, questo processo rischia di escludere molte attività di vicinato, che rappresentano un presidio economico e sociale fondamentale.”

Per Amelio, sono quindi necessarie misure a sostegno della competitività, con interventi sulla pressione fiscale, sul costo dell’energia, sull’innovazione e sul ricambio generazionale, accompagnati da politiche in grado di rendere più attrattivi i centri storici e i quartieri.

“La sfida dei prossimi anni – conclude – sarà quella di coniugare innovazione, competitività e presenza sul territorio, evitando che la modernizzazione del commercio coincida con lo svuotamento delle nostre città.”

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